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CRONACA

Grecalis incanta ancora, la forza della cultura può dare la scossa al centro storico

Il Teatro di Calabria ha registrato l'ennesimo successo di pubblico al Marca in un'assolata domenica di inizio estate, preludio delle rappresentazioni di luglio e agosto al San Giovanni

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Domenica 18 Giugno 2017 - 22:53

di Danilo Colacino

La cultura con la C maiuscola, che ti fa uscire da casa per abbeverartene un po’ e sentirti arricchito. Ristorato. Unico rammarico è che ce ne vorrebbe di più. Perché un piacere della mente e dell’anima così non basta. Mai. Ecco cos’è Grecalis - rassegna di rappresentazioni classiche giunta nel 2017 al suo IV ciclo - nata dall’estro geniale del prof. Luigi La Rosa ma anche dal pregevole contributo di ognuna delle componenti dell’associazione Teatro di Calabria presieduta dalla dott. Anna Melania Corrado. Un gruppo di attori (i cui singoli membri nella vita svolgono le più svariate professioni) e uno staff (formato da persone che pure hanno altre occupazioni quotidiane) di prim’ordine. Roba da fare invidia a compagnie nazionali ed estere, insomma. Una realtà che Catanzaro dovrebbe valorizzare: un prodotto autoctono, ci si consenta l’espressione, come alcuni altri di notevole valore. La dimostrazione che i soldi, anche se spesso indispensabili, non sono tutto in particolare se rapportati alla forza delle idee e alla caparbietà nel raggiungere gli obiettivi. E se poi si aggiunge il mecenatismo della Fondazione Rocco Guglielmo, che ha lodevolmente creduto nel progetto, e la lungimiranza di imprenditori quali Daniele Rossi, il quale ha offerto un prezioso aiuto, il gioco è fatto. Vengono dunque fuori serate come quella conclusasi circa un paio d’ore fa in un Marca che, malgrado la radiosa domenica d’inizio estate, è stato gremito da molti catanzaresi a cui il tanto vituperato centro storico, non a torto definito come condannato a un inesorabile declino, può ancora offrire un lampo di luce. E che bagliore, soprattutto se si pensa di aver assistito - nell’appuntamento denominato “il Vento della parola antica” - a una specie di trailer della rivisitazione di due tragedie greche (il Titan - i fuochi di Prometeo e la Medea di Euripide) che andrà rispettivamente in scena il 5 e il 6 di luglio (con replica nei giorni 26 e 27) e il 12 e il 13 dello stesso mese (con ulteriori appuntamenti previsti l’1 e il 2 agosto). Dove? Nell’incantevole cornice del complesso monumentale del San Giovanni. “La classicità sotto le stelle”, si potrebbe dire senza tema di essere tacciati di enfatismo. A proporla, come premesso, il Teatro di Calabria che oltre a La Rosa e alla Corrado si avvale della collaborazione del consulente artistico Oreste Sergi (che ha anche realizzato il suggestivo logo della rassegna); del maestro Giulio De Carlo per le musiche; della segretaria Eleonora Iozzo; dell’addetta stampa Elena Bitonte; del fonico Franco Mazza; del curatore del sito teatrodicalabria.it Luca Marino (coadiuvato da Marta Parise, la quale è però spesso protagonista sul palco nelle vesti di attrice); del costumista Aldo Conforto (ma prima di tutto raffinato regista e, al pari della Parise, anch'egli sovente impegnato come attore) e da straordinari interpreti delle mirabili opere proposte al pubblico quali la giovane Mariarita Albanese e i suoi colleghi Salvatore Venuto e Paolo Formoso. Ma il team degli artisti, perché di questo si tratta al di là della qualifica di professionista dovuta a chi fa nel caso di specie dell’arte “l’unico lavoro”, è nutrito essendo pure composto da Alessandra Macchioni, Anna Maria Corea, Alba Citriniti, Rita Lo Prete, Carmen Chiriaco, Faustina Bagnato, Clizia Argirò e Mariarita Guaragna. Nomi di una squadra in grado di far immergere lo spettatore in una dimensione di qualche millennio fa. Un’epoca in cui la civiltà greca ha conquistato il futuro, tramandando appunto una cultura che neppure necessita dell’aggettivo classica per essere definita perché immortale e quindi a prova di collocazioni temporali o classificazioni di sorta. Il riferimento è a un tesoro inestimabile che Grecalis ha l’impareggiabile merito di portare all’attenzione della città. Una Catanzaro che fin qui ha mostrato di gradire, riservando al Teatro di Calabria il giusto tributo con ripetuti “tutto esaurito”.  



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