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POLITICA

Regione fuori dal Comalca, un clamoroso autogol

Il sindaco punta il dito contro la decisione dell'ente di abbandonare il mercato agroalimentare di Catanzaro

Regione-fuori-dal-Comalca-un-clamoroso-autogol
Sabato 07 Ottobre 2017 - 18:0

“L’uscita della Regione dal mercato agroalimentare di Catanzaro, decisa dalla Giunta regionale, è un grave errore. Chiedo al presidente Oliverio che tale decisione venga rivista. Saggiamente il Consiglio comunale di Catanzaro, nonostante certe rigidità della legge, ha politicamente investito su società come Sacal e Comalca, entrambe da considerare come realtà vitali e produttive e non certo come rami secchi o carrozzoni. Noi abbiamo avuto il coraggio e l’umiltà di correggere politicamente l’impostazione rigida e ragionieristica che veniva dagli uffici, mantenendo le nostre quote in seno alle due società partecipate. Faccia altrettanto la Giunta regionale che non può penalizzare uno dei mercati agro-alimentari più importanti del Sud e sicuramente il più importante della Calabria”.

Lo afferma, in una nota, il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, sostenendo la richiesta di revisione della decisione regionale di cedere le quote del Comalca venuta dall’intero Consiglio d’amministrazione del Consorzio.

“Forse nemmeno noi catanzaresi ci rendiamo pienamente conto del ruolo e della forza del nostro mercato agro-alimentare che movimenta ogni giorno quantità impressionanti di prodotti ortofrutticoli, con oltre 500 aziende che conferiscono o acquistano, molte delle quali commercializzano anche nel resto d’Italia. Senza contare che il Comalca assicura, attraverso le 24 aziende impegnate nella gestione dei 27 stands, lavoro a circa 100 unità. E’ un evidente controsenso. Davvero singolare che una Regione che dice di puntare molto sul rilancio dell’agroalimentare poi decida di indebolire l’unica macro-struttura perfettamente inserita nei circuiti commerciali meridionali e italiani. Prenda coraggio la Giunta regionale dalla decisione adottata dal Consiglio comunale di Catanzaro e confermi le quote regionali nel Comalca, assicurando sostegno ad una realtà produttiva strategica e ad un’azienda pubblica sana e senza debiti. Non si insista in atteggiamenti di ostinata chiusura, anche perché non è detto che le azioni di Comalca possano essere d'interesse di gruppi privati. Potrebbe rivelarsi, insomma, un clamoroso autogol”.



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