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SPORT

Aquile da urlo a Trapani. Sotto di tre, rimontano nella ripresa

Finisce 3-3 una gara che dopo 45 minuti il Catanzaro sembrava avere già perso

Aquile-da-urlo-a-Trapani-Sotto-di-tre-rimontano-nella-ripresa
Lunedì 23 Ottobre 2017 - 22:39

TRAPANI-CATANZARO 3-3

MARCATORI: Reginaldo 23’, Bastoni 29’, Maracchi 31’, Zanini 16’st, Infantino 19’st, Onescu 30’st

TRAPANI: Furlan, Rizzo (25’st Visconti), Pagliarulo, Legittimo, Bastoni (20’st Girasole), Reginaldo, Murano (44’st Evacuo), Silvestri, Maracchi (44’st Steffè), Palumbo, Marras. A disposizione: Pacini, Ferrara, Bajic, Dambros, Canino, Minelli, Valenti. All. Alessandro Calori

CATANZARO: Nordi, Benedetti, Zanini, Infantino (39’st Lukanovic), Marin, Gambaretti, Riggio, Di Nunzio, Letizia (13’st Kanis), Onescu, Imperiale. A disposizione: Marcantognini, Nicoletti, Cunzi, Marchetti, Pellegrino, Sirri, Puntoriere. All. Davide Dionigi

ARBITRO: Riccardo Annaloro di Collegno; ASSISTENTI: Felice Sante Marinenza dell’Aquila e Thomas Ruggieri di PescaraNOTE: Ammoniti Evacuo nel Trapani – Kanis nel Catanzaro; Recuperi: 0’pt-3’st; Corner: 9-3; Spettatori: 3.785

 

Il Trapani ci mette le individualità, il Catanzaro il cuore, l’orgoglio e la grinta. E’ quest’ultimo ad uscire con il sorriso dalla gara del “Provinciale” grazie ad un bel pareggio in rimonta ottenuto quando tutto sembrava perduto. Dal tre a zero al tre a tre: una grande prova d’orgoglio al cospetto di una pretendente al vertice che riscatta decisamente il passo falso di sabato scorso contro il Matera e fa ben sperare per il futuro.           
 

LA CRONACA - Sirri non recupera e Dionigi è costretto a buttare nella mischia Di Nunzio dal primo minuto varando un 3-4-3 con Onescu nella nuova posizione di esterno offensivo; stesso modulo per Calori con Rizzo preferito a Visconti e Reginaldo al posto di Evacuo. Giallorossi in maglia grigia, padroni di casa in tradizionale completo granata. Avvio equilibrato con il Trapani a far girare la palla e le aquile ben messe in campo e propositive; sono catanzaresi le prime due occasioni da gol della gara: la numero uno, al decimo, con un taglio di Infantino a liberare Onescu a limite del l’area (ma la mira del rumeno è imprecisa e la palla finisce alta), la numero due generata dalla corsa di Letizia (ma il passaggio al centro per Imperiale è troppo veloce e Furlan sventa).

Il Trapani però non resta a guardare e in dieci minuti assesta tre colpi micidiali ai comunque positivi ospiti: al ventitreesimo Reginaldo approfitta di una marcatura forse troppo blanda di Riggio e dopo aver ricevuto da sinistra un pallone con i giri giusti lo colpisce di destro fulminando il portiere giallorosso; sei minuti dopo arriva il raddoppio: a metterlo a segno è Bastoni che dalla trequarti sfodera un calcio sorprendente che si infila dritto alle spalle di un Nordi non impeccabile; il colpo del k.o. arriva al minuto trentuno con Marras che converge verso il centro liberando Maracchi a sinistra: la sua conclusione è chirurgica e il risultato si arrotonda in maniera anche troppo dura per quanto realmente visto in campo e per la caratura della prestazione delle aquile.  C’è tempo anche per un palo di Murano di esterno fuori dall’area, poi, al quarantacinquesimo, con le aquile sempre in partita, il fischio dell’arbitro.

Ripresa con gli stessi effettivi ma con il passaggio al 3-5-2 per un Catanzaro intenzionato a dar battaglia fino alla fine. Al sessantesimo Letizia alza bandiera bianca e lascia il posto a Kanis, pochi istanti dopo i giallorossi, più quadrati e gagliardi, accendono la girandola restituendo una ad una e a stretto giro tutte e tre le sberle prima incassate dai padroni di casa: apre Zanini con un pregevolissimo sinistro dalla distanza al sessantaduesimo, bissa Infantino tre minuti dopo con una zampata d’autore su cross al bacio dell’esterno ex Akragas; la rete del pareggio? La mette a segno Onescu, in scivolata, su calcio d’angolo di Marin ad un quarto d’ora dalla fine.

Catanzaro con una marcia in più, nettamente più quadrato rispetto all’avversario a centrocampo e pungente davanti con la buona verve dei suoi uomini offensivi: il cambio tattico di Dionigi innesca il motore ma è la costanza in fatto di carattere ad apparire evidente con il passare dei minuti. Calori sfodera l’armeria pesante mentre gli ospiti, con Lukanovic, provano l’impresa; dopo tre minuti di recupero cala però definitivamente il sipario al “Provinciale” e la cartolina finale spetta ai giallorossi con l’abbraccio di tutto il gruppo a centrocampo con il tecnico Dionigi.

Gianfranco Giovene



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