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POLITICA

Bersani sprona Mdp: 'Non c'è tempo per pettinare le bambole'

La giornata calabrese del leader di Articolo 1: l'incontro con le forze produttive, un caffè con Fiorita e quindi, nel capoluogo, l'inaugurazione della sede nei locali un tempo occupati dal Pd

Bersani-sprona-Mdp-Non-c-tempo-per-pettinare-le-bambole
Lunedì 13 Novembre 2017 - 19:4
Antonio Cantisani
 
«Non c'è tempo per pettinare le bambole». Pier Luigi Bersani si concede un'auto-citazione per lanciare anche a Catanzaro Articolo 1-Mdp. Il co-fondatore e leader del movimento nato dalla scissione con il Pd a guida renziana sbarca nel capoluogo calabrese per dare di fatto il via alla campagna elettorale e spronare i militanti del territorio.
Il tour di Bersani - Per Bersani la giornata in Calabria è un'autentica "full immersion". Prima tappa a Lamezia, alla sede di Unioncamere, per un confronto con alcune associazioni di categoria e con alcune forze produttive, quindi di corsa a Catanzaro per inaugurare la sede di Mdp, che - come anticipato giorni da "Catanzaroinforma" - si trova negli stessi locali che fino a una settimana fa ha ospitato il circolo del Pd del centro storico. La forza dei segnali. Bersani arriva letteralmente "scortato" dai big calabresi di Mdp, il suo storico "braccio destro" Nico Stumpo e - altra forza dei segnali - Arturo Bova, il presidente della commissione regionale anti-'ndrangheta che ha aderito al movimento bersaniano dopo uno "strappo" doloroso con il Pd. Ad attenderlo il coordinatore Mdp Aldo Rosa, e poi molti volti della sinistra catanzarese, ex democrat, dirigenti di "Si" e anche vari esponenti di "Cambiavento" di Nicola Fiorita, il docente universitario candidato sindaco alle ultime Comunali che in mattinata si è incontrato con Bersani per un caffè e una breve chiacchierata all'aeroporto di Lamezia Terme. E ovviamente l'assalto dei cronisti, mobilitati anche per la concomitanza temporale tra la visita di Bersani a Catanzaro e la direzione nazionale del Pd renziano, il "convitato di pietra" di tutte le dichiarazioni del leader di Articolo 1-Mdp.
Critiche al Pd - E Bersani non si tira indietro, ribadendo le critiche ai democrat e "raffreddando" parecchio qualsiasi prospettiva - almeno immediata - di unità del centrosinistra. «L'unità - sostiene il leader di Articolo 1-Mdp -  piace a tutti, a noi per primi, ma non basta, ci vogliono contenuti nuovi. Se non spieghiamo alla gente come dare lavoro, come sconfiggere la precarietà, se non diciamo alla gente che abbiamo messo 23 miliardi sul Job Act per sconfiggere la precarietà ma abbiamo il record storico della precarietà, se non mettiamo cose nuove non riusciamo a convincere gli elettori. Si è già visto in questi tre anni, ed eravamo pure uniti. L'ho detto tre anni fa che la destra veniva su. Ha vinto in Sicilia, mi spiace molto ovviamente ma non è una novità. In questi tre anni ha vinto a Sesto San Giovanni, Monfalcone, Pistoia, Gubbio, Genova, lì sì che era una novità. Non si è voluto vedere, invece si è detto avanti così, rivendichiamo tutti il bene che abbiamo fatto, problemi non ce ne sono. Possiamo anche ammucchiarci tutti, ma con questa linea ci mandano tutti a casa. E farebbero bene. Quindi, il nostro problema è unità sì ma su contenuti che parlino alla gente che si è disamorata di un centrosinistra a traino Pd e di un Pd a traino renziano». Inevitabile la domanda sull'azione della Giunta calabrese guidata da Mario Oliverio, ma qui Bersani sembra un po' smorzare l'ardore anti-democrat: «Oliverio? Non ho tanti strumenti per dare un giudizio. In generale - afferma parlando con i giornalisti - dico che nelle Regioni del Sud vedo delle difficoltà, non c'è dubbio che bisogna fare meglio su tanti temi. Ma il problema è sempre nel manico, nei messaggi che arrivano da Roma e che determinano sbandamenti: sento presidenti di Regione - non Oliverio - che dicono che ha ragione Maroni. Va beh, ma se Maroni ha ragione forse è il caso che ci riposiamo... Qui c'è un po' di sbandamento...».
Il guanto di sfida - Infine Bersani, accompagnato nel tour calabrese anche dall'eurodeputato Massimo Paolucci, traccia la traiettoria di Articolo 1-Mpd, mettendo nel mirino le elezioni politiche della prossima primavera e concludendo alla sua maniera.«Siamo qui per riportare una bandiera che possa richiamare un popolo che si è allontanato dal centrosinistra. Siamo già avanti con il lavoro, facendo coagulo per altre forze di sinistra, speriamo di avere altre presenze. Partiamo un po' a mani nude, per questo abbiamo bisogno di tutti. I tempi - osserva il leader di Articolo 1-Mdp - sono stretti e dobbiamo anche fare i conti con la canea di chi non ci vuole bene, ma abbiamo la possibilità di essere gli unici alle prossime elezioni a presentarsi con una proposta nuova. Non c'è tempo per pettinare le bambole».
 



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