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ARTE E CULTURA

'Davanti alla porta dell'archivio storico ci siamo pure noi'

Continua a far discutere la vicenda del fondo di Emilia Zinzi e continuano a far riflettere le dichiarazioni rilasciate dalla nipote Marta a Catanzaroinforma  La nota del Comitato Pro Zinzi 

Davanti-alla-porta-dell-archivio-storico-ci-siamo-pure-noi
Mercoledì 22 Novembre 2017 - 17:28

Davanti alla porta chiusa dell'Archivio Storico Comunale "Emilia Zinzi" ci siamo anche noi. Lo scrivono in una nota Mario Saccà, Franco Scerbo, Aldo Ventrici e Antonio Gigliotti del Comitato Pro Emilia Zinzi riferendosi alle dichiarazioni rilasciate a Catanzaroinforma nei giorni scorsi dalla nipote della studiosa e storica dell'arta Marta Zinzi. “Noi che nei primi giorni di quest'anno ci siamo costituiti in Comitato spontaneo per riaccendere l'interesse verso l'illustre figura della compianta professoressa Emilia Zinzi e per focalizzare l'attenzione della città sulla sua preziosa biblioteca e sui suoi insostituibili documenti di studio che, allora come ora, sembrava fossero pronti per essere trasferiti all'Unical.

Ci siamo prodigati con amore, con abnegazione e con profondo rispetto verso una studiosa che non meritava, e non merita, di essere dimenticata dalla sua Catanzaro.

E' con questa predisposizione d'animo e con sincero senso civico, e non per finalità elettorali, che il 9 marzo 2017 abbiamo organizzato, con il Comune di Catanzaro in quanto istituzione del governo civico, un convegno nelle sale del Complesso Monumentale del San Giovanni, al quale non a caso abbiamo dato il beneaugurante titolo "Emilia Zinzi, un ricordo che non si spegne".

Il convegno è stato il punto di arrivo dei nostri sforzi e pensavamo che lo scoprimento della lastra marmorea in onore della illustre storica davanti a quella porta che ancora oggi rimane purtroppo chiusa, e le parole del Sindaco Abramo, che si impegnava ufficialmente e pubblicamente per la riapertura dell'Archivio Storico e per l'acquisizione del materiale librario e archivistico della professoressa Zinzi, fossero il suggello di una operazione culturale che arricchiva il pantheon della città che già ospita nella Biblioteca De Nobili e negli archivi Fondi di studiosi come Placanica, Francesco Scerbo, Sinopoli, De Nobili, Frangipane ed altri che hanno dato lustro alla città e che ancora oggi sono oggetto di studio. E forse lo avranno pensato anche i familiari della professoressa Zinzi, presenti al convegno e attenti ascoltatori delle dichiarazioni del Sindaco della città.

A seguito del convegno è intervenuta la Sopraintendenza Archivistica della Calabria che ha effettuato un’ispezione conoscitiva presso Villa Zinzi, dove si trova l’archivio omonimo, per valutarne l’importanza ai fini dell’imposizione del vincolo di notevole interesse storico che ne avrebbe imposto la collocazione in Catanzaro. Si è ancora in attesa delle determinazione che non dovrebbe ormai tardare, tenuto conto dei tempi con i quali si muovono le istituzioni come il MIBACT.

La vicenda sembrava, pertanto, essersi avviata verso la soluzione da tutti agognata, ma non abbiamo abbassato la guardia. Si sa, la politica ha tempi lunghi e soprattutto ha bisogno di essere pungolata. Ed è quello che abbiamo continuato a fare, ancora e sempre nella più totale indifferenza delle cosiddette Associazioni Culturali cittadine e di tutti quei "figli affettivi" della professoressa Zinzi che allora non risposero ai nostri inviti pubblici di adesione al Comitato e che ora, improvvisamente destati dal letargico disinteresse, si affannano a manifestare il loro disappunto sulla stampa e sui social.

E sì, perché se non avessimo ancora una volta manifestato sulle colonne dei giornali e su quelle delle testate web le nostre preoccupazioni, frutto di continuo impegno e interessamento, nessuno si sarebbe accorto che il paventato trasferimento all'Unical del giacimento culturale della professoressa Zinzi è ritornato di stringente attualità.

Cosa fare adesso? Quali iniziative prendere per dimostrare alla d.ssa Marta Zinzi, nipote della professoressa Emilia, che Catanzaro ce la può fare, che tra i mille sventolati problemi da cui è afflitta almeno questo può risolverlo, che è finito il tempo delle parole ed è l'ora di passare ai fatti?

Per dimostrare che questa città non ha fallito, occorre che il Comune di Catanzaro, adesso che finalmente si è dotato di un assessore alla cultura, dia dimostrazione di serietà e di adeguatezza nel gestire i rapporti con gli eredi Zinzi e sappia recuperare un rapporto che il Comitato spontaneo allora era riuscito a saldare e che ora sembra di nuovo interrotto.

Da parte nostra non possiamo fare altro che offrire ulteriormente la nostra disponibilità anche per altre iniziative che tendano a risolvere il problema dell'acquisizione e valorizzazione del "Fondo Zinzi", la cui consistenza non può sfuggire ad alcuno dei soggetti in campo.



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