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CRONACA

Rossi: dalla Regione grave attacco alla democrazia

Dura presa di posizione alla missiva dal dipartimento che delegittima la sua elezione 

Rossi-dalla-Regione-grave-attacco-alla-democrazia
Mercoledì 06 Dicembre 2017 - 19:26

Non ci sta Daniele Rossi ad essere considerato invisibile . Non ci sta e lo dice 

“Apprendo  che per il presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, sarei "illegittimo", addirittura "inesistente". E assieme a me tutto il Consiglio che mi ha eletto a Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro. E questa cosa mi lascia abbastanza incredulo, perché reputo assurdo che la Regione Calabria voglia far finta che la mia elezione non sia mai avvenuta. (Clicca qui per scaricare il documento)


Voglio essere molto chiaro: lo reputo un attacco alla democrazia. Per questo motivo, qualora necessario, provvederò a tutelare in tutte le opportune sedi giudiziarie l'immagine dell'ente camerale alla cui Presidenza sono stato chiamato dal mondo economico di tutta la provincia”. 

A scatenare la reazione del neo eletto presidente della camera di commercio e’ stata una nota regionale ,  spedita a ministeri (dello Sviluppo economico e dell’Economia), al Consiglio dei ministri, a Unioncamere e ad altri enti in cui si  ripercorrono i passaggi di uno scontro istituzionale che si è acceso a fine novembre. Quando la stessa Regione, dopo aver indetto il rinnovo del consiglio camerale (ignorando, di fatto, la legge che prevede l’accorpamento delle Camere di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia), ha dichiarato la nullità di quella convocazione. Una cosa che non è piaciuta ad alcune associazioni di categoria: hanno scelto di votare nonostante lo stop imposto dalla Cittadella e Rossi lunedì, dopo tre votazioni , ha vinto . Adesso, però, è un presidente “inesistente”. 

Prima è il Mise a comunicare alla Regione che l’eventuale insediamento del Consiglio «non appare legittimato alla luce delle disposizioni normative di cui al decreto dell’8 agosto 2017, in quanto le procedure di rinnovo dovevano ritenersi interrotte a decorrere dalla data di entrata in vigore del sopracitato decreto». A Catanzaro, però si va avanti , nonostante – si legge sempre nella nota del dipartimento, firmata dal direttore generale Fortunato Varone – la Regione avesse «regolarmente notificato al segretario generale della Camera di Commercio di Catanzaro» il no romano. A dicembre il ministero ha confermato la propria lettura degli atti: non bastava la convocazione della Regione per legittimare la nascita del Consiglio camerale quindi  «il procedimento deve essere interrotto». 
Per la Regione  il nuovo Consiglio e il nuovo presidente non esistono e l’unica autorità riconosciuta è quella del commissario straordinario Giorgio Sganga, invitato – assieme al segretario generale (che, però, ha avallato l’elezione di Rossi) – «a farsi garante dell’attuazione di quanto segnalato dal Mise e dagli atti adottati dalla Regione Calabria». Varone chiude rivolgendosi al ministero perché ponga in essere «tutte le azioni o iniziative necessarie e opportune a garantire il rispetto delle disposizioni normative». 

Giulia Zampina

 



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