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CRONACA

Operazione Pietranera, colpo alle cosche del Soveratese (VIDEO)

Le parole degli inquirenti dopo gli arresti di questa mattina eseguiti dalla squadra mobile. Gratteri: cosche interessati ai latifondi. Le foto degli arrestati. Il questore ai cittadini: non siete soli

LA NOTIZIA DI STAMATTINA SETTE ARRESTI, IL VIDEO DELL'OPERAZIONE

Operazione-Pietranera-colpo-alle-cosche-del-Soveratese-VIDEO
Giovedì 07 Dicembre 2017 - 14:7

 "Cosi' come ai tempi della picciotteria la 'ndrangheta continua a essere fortemente interessata al controllo del latifondo". Lo ha sostenuto il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa tenutasi per illustrare i risultati dell'operazione "Pietranera" condotta dalla Squadra mobile. "Il controllo di un territorio - ha aggiunto Gratteri - passa non solo attraverso i centri abitati ma anche attraverso le aree agricole. Inoltre i clan guadagnano sulle terre imponendo la guardiana, una vera e propria estorsione, e l'assunzione di affiliati. In questo modo la cosca riesce a infiltrarsi nella gestione dei terreni fino a controllare le aziende agricole e a lucrare anche sui contributi pubblici". Nel corso dell'indagine e' emerso come una nobile famiglia di proprietari terrieri per oltre vent'anni abbia avuto come "interlocutori i Gallelli Macineji che - ha spiegato il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto - gli contendevano le risorse economiche con metodi mafiosi". La genesi delle indagini, ha detto l'aggiunto Vincenzo Capomolla, si deve ad alcune intercettazioni avviate dall'autorita' giudiziaria subito dopo gli arresti effettuati nel 2015 nei confronti proprio del clan Gallelli. "Quei dialoghi captati - ha aggiunto Capomolla - hanno consentito di carpire gli interessi della cosca sui terreni e di svelare come nonostante gli arresti domiciliari il boss continuasse a impartire prescrizioni agli affiliati sulla gestione delle terre". Gli affiliati, secondo il capo della Mobile Nino De Santis, "da custodi sarebbero diventati poi padroni dell'azienda agricola pretendendo di esercitare diritti sull'intero latifondo". Il questore Amalia Di Ruocco ha sottolineato l'importanza delle dichiarazioni delle vittime che hanno dato conferma agli esiti delle attivita' di indagine. "La popolazione calabrese - ha detto - deve sapere che non e' sola, lo Stato puo' vincere se si collabora". 

 



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