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CRONACA

Da che parte guardava chi doveva vigilare sul fallimento Daneco?

Lo sfogo dei lavoratori dell'impianto di Alli

Da-che-parte-guardava-chi-doveva-vigilare-sul-fallimento-Daneco
Domenica 17 Dicembre 2017 - 12:16

Riceviamo e pubblichiamo una nota dei lavoratori della discaria di Alli.

 

Noi siamo persone fortunate; abbiamo una famiglia dei figli, degli interessi degli hobby, ma soprattutto una dignità di persone da uomini che deriva dal lavoro. 

Il lavoro sì, un lavoro che ci siamo sempre impegnati a svolgere nel migliore dei modi cercando di garantire sempre, perché servizio essenziale della civiltà, per non avere rifiuti in casa e per le strade nei giorni feriali e nelle feste. 

Vi chiederete a questo punto perché di questa lettera, una lettera che forse troverete lunga e piena di errori ma che interroga e invita a rispondere gli amministratori. 

NOI VITTIME DI BULLISMO

Con questa lettera, noi lavoratori vogliamo denunciare che siamo vittime di bullismo, sì di bullismo, diverso forse da quello che interessa i ragazzi di oggi da parte di soggetti che prendono di mira i più deboli, noi lo chiamiamo "bullismo burocratico”, ed è un bullismo che noi subiamo e dal quale non ci possiamo difendere che si manifesta in modo dirompente e umiliante. 

Noi oggi ci chiediamo se ha ancora senso parlare di diritto, che sia di un lavoratore di un cittadino, ormai non c’è più dialogo né discussione né ascolto, dove sono finite quelle procedure, quei regolamenti che garantivano il rispetto tuo da e per le istituzioni.

Ci rivolgiamo agli Amministratori Regionali al Prefetto e a tutte le istituzioni che dovrebbero vigilare sul diritto, diritto che noi stiamo cercando invano e lo riteniamo scomparso: nella speranza che questo pensiero non venga usato a proprio vantaggio da chi denigra la passione della partecipazione, dell'impegno, del "metterci la faccia”, perché questo noi stiamo facendo scrivendo questa lettera. 

CHI HA VIGILIATO SUL FALLIMENTO DI DANECO?

Ci rivolgiamo a chi doveva vigilare sul fallimento della Daneco, assicurarsi della gestione della fase post operativa della discarica di Pianopoli, dei debiti contratti dalla Daneco con l'erario, ed a chi non importa , sì, non importa se 40 famiglie non percepiscono uno stipendio da mesi. 

Ci rivolgiamo a chi doveva vigilare sul fallimento della Daneco, a chi non ha importato se da quasi un'anno si era a conoscenza della triste parabola discendente di questa società che in Calabria ha gestito, fino a novembre 2017 l'impianto di Lamezia Terme ed Alli e la (oramai chiusa) discarica di Pianopoli. 

Ci rivolgiamo a chi doveva vigilare accorgendosi, che la Daneco era una società con gravi carenze di liquidità, con problemi a pagare i fornitori e le tasse all'erario e soprattutto che questa situazione economico-finanziaria ha portato l'azienda a deliberare, durante la seduta del Consiglio d'Amministrazione del 27.06.2017, la messa in liquidazione volontaria (leggasi fallimento) a valle però della trasformazione della forma giuridica da "SpA" a "Srl". 

Ci chiediamo, da quale parte guardava, chi doveva vigilare e impedire questa chiara operazione mirata esclusivamente a salvare le fortune di proprietà ed azionisti, fregandosene di lasciare per strada operai e ed impiegati della stessa società, oltre a tutti quei padri di famiglia lavoratori delle ditte dei i fornitori, non pagati che oggi rischiano il fallimento. Le nostre famiglie, i nostri figli di questo ringraziano questi amministratori, che non hanno vigilato. 

Per noi lo stipendio è dignità, recarsi al lavoro è dignità, la dignità e anche far fronte ai propri impegni, il pagamento per tempo dei servizi e dei tributi, le normali funzioni familiari per esempio il semplice acquisto di un paio di scarpe ai figli per Natale. Chiedere l'elemosina del proprio stipendio è umiliante... questo è bullismo, vittime inermi davanti ai potenti che decidono per te della tua condizione di vita. 

IL DEBITO DI DANECO VERSO GLI ENTI

Dall'articolo di un noto quotidiano apprendiamo che oggi dopo l'istanza di fallimento presentata al tribunale di Roma lo scorso 3 luglio, la Daneco Impianti Srl è in liquidazione ha un debito con Equitalia e con l'INPS di 2.816.405,88 euro. 

Questo debito previdenziale ed assicurativo, sta riguardando il futuro di noi lavoratori impegnati in Calabria in particolare per I'impianto di Alli.

MA DALLA REGIONE NESSUNA RISPOSTA

Quello che a noi fa più rabbia è che nonostante questo quadro allarmante la Daneco ha continuato a fatturare e la Regione Calabria puntualmente ha emesso certificati di pagamento (6 per l'esattezza) per un totale di 4.080.050.58 euro relativi a prestazioni della Daneco stessa per il 1° semestre 2017, ma è sempre la stessa Regione Calabria, che sostiene di non poter o di non voler pagare chi il lavoro Io ha effettivamente svolto, noi operai. 

Questo è il nostro sfogo, la nostra denuncia, il nostro grido nel vento, nella speranza che qualcuno ascolti e accolga, che qualche coscienza prenda atto di quanto accaduto, mentre noi continueremo a svolgere il nostro compito, perché alla fine quello che conta per la comunità è che il rifiuto, "la monnezza" non si veda per strada, tanto la dignità uccisa, l'onore schiacciato e sottomesso non si vede. 

I lavoratori dell'impianto Alli di Catanzaro 

 



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