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MUSICA E SPETTACOLO

Turuzzu & Luvìcia al teatro Comunale racconta il Natale di una volta

Omaggio a Nino Gemelli da parte del teatro Incanto ieri sera

Turuzzu-Luvcia-al-teatro-Comunale-racconta-il-Natale-di-una-volta
Mercoledì 27 Dicembre 2017 - 17:50

Raccontare il Natale come era una volta…Ci ha pensato il Teatro Incanto con una commedia di Nino Gemelli, “Turuzzu & Luvìcia”. “Caddi, caddi, caddi…accattativi ‘a gaddhoffa cadda…”: così i venditori di caldarroste gridavano un tempo per strada, diffondendo nell’aria un magico profumo che richiamava il clima natalizio. Ricordi di un Natale che non si respira più ma che rivive ancora nelle parole del più grande commediografo catanzarese e che la compagnia guidata da Francesco Passafaro ha voluto portare in scena al Teatro Comunale. Sul palco, oltre a Passafaro, anche Stefano Perricelli, Michele Grillone, Elisa Condello, Roberto Malta e Francesca Guerra. Un lavoro di squadra completato dalla direzione di scena di Rossella Rotella, dall’audio e luci di Alessandro e Sergio Passafaro. Un momento speciale per il pubblico che ha ricevuto in dono anche il libro con le commedie di Nino Gemelli, contenente, inoltre, storiche foto di scena e un glossario sul dialetto catanzarese. L’appuntamento è stato un evento nell’evento. In occasione di questa rappresentazione - che è stato anche un particolare omaggio del Teatro Incanto a Gemelli, in occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa che ricorreranno il primo gennaio – l’associazione culturale di promozione sociale “CulturAttiva”, presieduta da Angela Rubino, ha voluto organizzare un incontro dedicato al dialetto del capoluogo e all’importanza del teatro in vernacolo, mettendo in luce una delle figure più significative della scena teatrale locale. “Studia! Più imparerai, più lacune saprai di avere”: “Queste sono le parole che una volta mi scrisse zio Nino – ha raccontato Francesco Passafaro – Lui è stato un Maestro, una guida per tutti noi che facciamo oggi teatro. Abbiamo dedicato a lui il palcoscenico del Comunale perché, proprio grazie a quello che ci ha insegnato e alla passione che ci ha trasmesso, questo storico e magico luogo vive ancora.”



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