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CRONACA

Provvedimento Regione su case-rifugio, Udi Catanzaro: Vergognoso

Perché, dopo una lunga propaganda per il contrasto alla violenza, l’amministrazione stessa non vuole contribuire al sostentamento di quei pochissimi bambini/e, ospiti nelle case rifugio?

Provvedimento-Regione-su-caserifugio-Udi-Catanzaro-Vergognoso
Mercoledì 03 Gennaio 2018 - 17:23

Apprendiamo con sgomento che il 21 dicembre scorso la Giunta Regionale ha approvato le modifiche al regolamento del 16 dicembre 2017 in materia di procedure di autorizzazione, accreditamento, e vigilanza delle strutture residenziali e semi-residenziali, socio assistenziali, in cui al punto 3.6. 2, laddove si parla di capacità ricettiva delle “Case rifugio per Donne vittime di violenza o tratta con o senza minori", si legge “Donne in numero massimo di 6. La capacità può essere aumentata massimo da 4 figli di età superiore ai 3 anni, per i quali non verrà corrisposta alcuna retta, mentre verrà corrisposta la retta per i figli di età inferiore ai 3 anni”. (REGOLAMENTO N. 23 DEL 2017).

Nell'articolo ci si chiede chi si occuperà delle necessità dei bambini/e di età superiore ai tre anni, ospiti nelle case rifugio della regione ma anche quale donna accetterà di farsi aiutare da una casa rifugio sapendo che probabilmente dovrà separarsi da suo figlio. Conosciamo molto bene le dinamiche relative alla violenza e sappiamo che in moltissimi casi le donne si allontanano dalle situazioni di violenza per mettere al riparo i propri figli, prima ancora di pensare a se stesse. Queste, quindi, sono domande che facciamo nostre e a cui ne aggiungiamo altre.

Perché, dopo una lunga propaganda per il contrasto alla violenza, l’amministrazione stessa non vuole contribuire al sostentamento di quei pochissimi bambini/e, ospiti nelle case rifugio?

La Regione Calabria è perfettamente consapevole che le case rifugio ospitanti donne e bambini/e che si allontanano dalla violenza, nella regione Calabria, sono già pochissime (due) e quindi pochissimi sono i bambini ospitati. Viene spontaneo, dunque chiedersi:  con questa decisione, l’amministrazione regionale chi pensa, veramente, di colpire e penalizzare? Chi, al contrario, pensa di favorire?

Ci auguriamo che l’amministrazione regionale ripenserà questo vergognoso provvedimento che non rappresenta altro che un grave passo indietro e che dimostri di essere per davvero dalla parte di donne e bambini, non solamente a colpi di slogan.

 

UDI (Unione donne in Italia) Catanzaro



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