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CRONACA

Stige, Parentela (M5S): interessi 'ndrangheta nelle biomasse

Il deputato catanzarese ricorda anche allarme di Tansi di alcuni mesi fa 

Stige-Parentela-M5S-interessi-ndrangheta-nelle-biomasse
Giovedì 11 Gennaio 2018 - 15:59

«L'operazione 'Stige' della Dda di Catanzaro ha mostrato il predominio di aziende in odor di 'ndrangheta nella fornitura di biomasse alle centrali della Calabria, come confermano le oltre 9mila tonnellate, dato di aprile 2016, consegnate alla centrale Enel del Mercure da una ditta boschiva coinvolta nell'inchiesta, cui i magistrati attribuiscono perfino affiliazione mafiosa». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Paolo Parentela, che aggiunge: «Sono certo che la magistratura, cui va il mio plauso, approfondirà l'argomento e andrà sino in fondo. Ricordo che nella passata estate degli incendi il capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi, ragionando sulla mappa delle aree interessate dalle fiamme lanciò l'allarme circa possibili interessi di 'ndrangheta nel business del legname, che col MoVimento 5 stelle riverberai in largo, smontando con ambientalisti, attivisti ed esperti il dogma delle centrali a biomasse». «C'è troppa segretezza – sottolinea il deputato 5stelle – sui fornitori di biomasse alle centrali di Strongoli, di Parenti e del Mercure. La stessa Biomasse Italia, colosso delle biomasse, non volle fornirmi l'elenco dei propri fornitori, rinviandomi al ministro Maurizio Martina, che non ha mai risposto a una mia specifica interrogazione». «Tra incentivi statali e lucro da biomasse – prosegue il parlamentare 5stelle – nel solo 2016 l'Enel ha incassato 49 milioni di euro. Tenendo conto di queste cifre e delle vicende ricostruite dalla Dda di Catanzaro, emerge un quadro inquietante, su cui occorre puntare gli occhi anche in ambito politico». «Insieme a Renzi, il governatore Oliverio – conclude Parentela – ha autorizzato la centrale del Mercure nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino in violazione delle procedure di legge. Visto che ha ricevuto contributi elettorali da una ditta boschiva accusata di 'ndrangheta, deve fornire subito spiegazioni esaustive, anche su eventuali atti e contributi regionali per l'attività di questa impresa».



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