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CRONACA

Adesso Catanzaro: 8 marzo, possiamo e dobbiamo fare rete tra donne

Riflessione del presidente dell'associazione, Pino Franzè

Adesso-Catanzaro-8-marzo-possiamo-e-dobbiamo-fare-rete-tra-donne
Martedì 08 Marzo 2016 - 12:50

Anche quest'anno ricorre l'anniversario dell'8 marzo, una commemorazione di valenza storica e assurta a simbolo di riconoscimento di molte delle lotte portate avanti dalle donne per la conquista dei diritti civili, politici e sociali. Una storia che affonda le sue radici nel Congresso che il Partito Socialista americano organizzò il 28 febbraio 1909 a sostegno del diritto delle donne al voto e che successivamente fu ricordata per la morte in fabbrica a causa di un incendio di 150 donne americane. Proprio in quegli anni, le donne si attivarono sul tema delle rivendicazioni sociali e molte decisero di scioperare e scendere in piazza per chiedere e rivendicare aumento di salario e miglioramento delle condizioni di lavoro. Tuttavia la stessa ricorrenza rischia di essere spesso utilizzata per fini demagogici, rischiando di divenire completamente inutile. Inutile per ovvi motivi: le donne ci sono, operano, vivono, lottano tutti i giorni, compreso l'otto marzo. Certo potrebbe considerarsi un gentile riconoscimento da parte degli uomini e della società civile in termini di dedizione, cura e sussidiarietà della componente femminile, tanto più alle nostre latitudini. Le donne di traguardi ne hanno conseguiti parecchi, con fatica, in un mondo pensato e organizzato prevalentemente al maschile. Un esempio eloquente. " Le signore in toga" hanno superato gli uomini con un più 50.7%, come sottolineato dall'ultimo rapporto della Cassazione. "E' una piccola rivoluzione" sostiene Carla Maria Lendaro, presidente dell'Associazione donne magistrato italiane. Nel 1965 solo 8 ragazze affrontarono il concorso, prima riservato esclusivamente ai colleghi maschi. Per non parlare poi dell'ingresso delle donne nelle forze armate, esemplare la nomina dell'On. Pinotti a Ministro della Difesa. La strada di una effettiva parità è però ancora lunga da percorrere. Basti pensare alla necessità di dover ricorrere, a livello legislativo, alle cd "quote rosa , noma di per se irritante come il concetto stesso. Non può essere solo l’appello ad una norma a legittimare spazi e forme di rappresentanza femminile nel mondo della politica. Occorre un cambio di rotta. Non possiamo più demandare al parterre maschile. Siamo madri, mogli, educatrici, insegnanti. Possiamo e dobbiamo educare “i nostri uomini” ad una maggiore sensibilità e considerazione nei riguardi delle donne. Possiamo e dobbiamo fare rete tra donne. Dobbiamo garantire partecipazione ed inclusività delle donne nei meccanismi di rappresentanza istituzionale e politica attraverso anche il rinnovo e l’alternanza delle cariche elettive di organi istituzionali e politici. L'auspicio è che il dettato costituzionale (art.3) sull'uguaglianza possa trovare la sua reale applicazione non solo dal punto di vista della mera enunciazione di principio ma della sua reale e sostanziale applicazione.

Il Presidente Pino Franzè



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