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SCUOLA E UNIVERSITA'

Voci di donne contro la criminalità a confronto nella scuola di Cerva

Convegno sulla legalità promosso dall’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” di Petronà

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Venerdì 29 Aprile 2016 - 18:28
Non è stato una passerella il IX convegno sulla legalità, la manifestazione che si è tenuta a Cerva presso una colorata palestra comunale, sul tema “Qui la ndrangheta non entra: voci di donne contro la  criminalità”. Poca retorica per le cose dette,  le cose fatte e le relatrici scelte. Le cose dette nella premessa: “La legalità non è un valore acquisito per sempre, ma va difeso, protetto con i fatti”. Le cose fatte: video, cartelloni,alfabeto della legalità, la ballata di Lea, recite, riflessioni e domande. Le relatrici: tutte donne e tutte in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.
 
Il IX convegno sulla legalità è stato promosso dall’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” di Petronà, rappresentato dalla dirigente scolastica Rosetta Falbo, in sinergia con l’associazione onlus  Insieme e i comuni di Petronà, Andali e Cerva. Un gioco di squadra straordinario che ha coinvolto la società civile di tre comuni e quasi duecento alunni delle tre scuole. Sono stati i veri protagonisti del convegno. Qui si suole fare così: prima gli alunni e dopo gli adulti. Un video realizzato dallo studente Giuseppe Marchio della secondaria di primo grado di Petronà ha smosso da subito le coscienze, immagini più eloquenti di tante parole. Il ruolo di dirigente scolastica si addice a Rosetta Falbo. Come un vestito cucito su misura da un abile sarto. Ha asserito la giovane preside: “Non c’è libertà, senza legalità. La legalità è il presupposto della libertà. Ci sono confini che non si deve superare. Una scuola che parla di mafia è una scuola che fa sentire la propria presenza sul territorio come agenzia educativa per eccellenza, facendo antimafia sociale. La società nasce nella scuola e lì che va data l’impronta educativa.”
 
La parlamentare Angela Napoli conosce il mondo della criminalità organizzata e non per sentito dire. Sono anni che denuncia il malaffare, facendo nomi e cognomi e proponendo leggi di contrasto alla criminalità organizzata. Ha detto: “Sono felice di aver partecipato a questo convegno. Non è stata una parata. Torno a casa arricchita perché qui c’è consapevolezza dell’assurdità dei fenomeni mafiosi. La ndrangheta lede diritti delle persone oneste. I giovani devono capire che nella vita tutto è frutto del sacrificio e non devono lasciarsi abbagliare dal guadagno facile. Una volta scelta la criminalità non se ne esce più: spesso si va al cimitero o in galera. La Magistratura e le forze dell’ordine non devono essere lasciati soli.”
 
Francesca Viscone è una brillante e impavida scrittrice calabrese. I suoi libri, come “La speranza non è una terra straniera”, sono molto letti, mai banali e sovente si diverte a smentire luoghi comuni sulla criminalità organizzata. Vede dove altri neppure guardano: “La criminalità organizzata è cultura di morte. Il mafioso finge di essere vincente, ma è perdente radicale. La mafia manda messaggi anche in modo subdolo. Lo fa con le canzoni, con cd di ndrangheta, spesso in dialetto, dove si esorta alla vendetta, si scherniscono le vittime della mafia e si esaltano i mafiosi. Rifiutate questi messaggi travianti. Diffidate dei mafiosi: se non interessa la loro felicità, figuriamoci la nostra, la vostra.”
 
La scuola di Petronà ha adottato Dodò Gabriele, bimbo di Crotone morto il 20 settembre 2009 in seguito a una sparatoria. L’ha adottato grazie a Libera e l’ha fatto quasi come fosse un suo alunno. E, anche se non c’è più, non lo perde mai di vista. Mamma Francesca Anastasio ha perso l’unico  figlio che aveva, ma non ha smarrito il coraggio e la voglia di lottare per un mondo migliore. La giovane mamma di Crotone dice quello che pensa e pensa quello che dice: “Sono qui per i ragazzi che sono sinonimo di futuro, di speranza. L’indifferenza non paga mai. Lo Stato c’è, se noi ci siamo perché noi siamo lo Stato. Dobbiamo decidere da che parte stare. Mio figlio è presente, lo è nello sguardo di ogni bambino che incontro. Grazie a Libera facciamo memoria per far sì che le cose brutte non prevalgano su quelle belle. Non fatevi rubare i sogni con le false promesse.” Una testimonianza vera, un messaggio di vita e parole non solo da ascoltare o leggere, ma da custodire per sempre nelle coscienze: Francesca ha emozionato e si è emozionata. 
 
Hanno preso la parola, tra gli altri, la referente Libera di Catanzaro, Donatella Monteverdi, il parroco di Petronà Don Giorgio, il sindaco di Cerva Mario Marchio, l’omologo di Andali Piero Peta, il commissario prefettizio di Petronà Aldo Calandriello. Erano presenti i Carabinieri di Petronà e Sersale. Prima di  “Voci di donne contro la criminalità”, la scuola di Petronà ha fatto educazione alla legalità con il giudice Emilio Ledonne, il poliziotto Renato Cortese, Giovanni Impastato, Salvatore Borsellino, Maria Falcone, il ragazzi di Locri, l’ex sindaco di Isola Carolina Girasole  e il magistrato Nicola Gratteri.
 
Enzo Bubbo
Professore e giornalista


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