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CRONACA

L'attualità del MIles Gloriosus tra ironia e vite gonfie di aria e prive di sostanza (video)

La compagnia Teatro di Calabria A. Tieri porta in scena la commedia di Plauto nel riadattamento pasoliniano

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Venerdì 09 Settembre 2016 - 9:7

Il riadattamento è firmato Pierpaolo Pasolini, ma lui, Gigi Larosa, professore e anima della compagnia Teatro di Calabria A. Tieri, ci ha messo le mani, a suo stesso dire, in maniera “pesante”, restituendo al pubblico arrivato al Complesso Monumentale del San Giovanni, una versione più snella e divertente del Miles Gloriosus, altrimenti conosciuto come il Vantone.

Sul palco la formazione tipo  e completa di Teatro di Calabria, Salvatore Venuto, Paolo Formoso, Maria Rita Albanese, Alessandra macchioni, Marta Parise, Cinzia Argirò e Aldo Conforto che dello spettacolo è anche il regista.

Tra il pubblico uno spaccato di città che ha risposto numerosa e attenta all’invito di gustare per due sere, di spettacoli portati in scena da artisti catanzaresi, che si confermano una realtà importante, come le tante piccole e grandi che meriterebbero spazi, non solo fisici ma anche sociali, adeguati. Ma questa è un’altra storia.

Fu Vittorio Gassman, con Luciano Lucignani,  a chiedere nel 1961 a Pasolini di lavorare a un adattamento del Miles gloriosus di Plauto, che il poeta intitolò poi Il Vantone, nell’intento di una restituzione teatrale di tipo innovativo e con rimando al mondo popolare romanesco. La trama, sostanzialmente fedele all’originale plautino, racconta dell’astuto servo che aiuta un giovane a rapire la fanciulla amata, sottraendola a un soldato millantatore, il vanesio e fanfarone Pirgopolinice che fa da perno centrale dell’aggrovigliata dinamica comica. Quel soldato sbruffone rapisce, portandola con sé a Efeso, una giovane cortigiana, Filocomasia, amante di Pleusicle, lontano da Atene in quel momento. Il furbo schiavo del giovane, Palestrione, si mette sulle tracce di Pirgopolinice. Dopo una serie di disavventure, lo schiavo riesce a raggiungere il soldato e a far chiamare il suo padrone. I due sono ospiti del vecchio Periplecomeno, vicino di casa del soldato. Palestrione escogita un piano per salvare Filocomasia, facendo credere a Pirgopolinice che la ricca moglie di Periplecomeno sia innamorata di lui.

Il Miles Gloriosus, attraverso la grottesca figura del fanfarone pieno di sé, porta sulla scena la tipica immagine di un mondo fatto di apparenza e di auto-celebrazione, destinato a perdersi nel ridicolo. La satira, resa ancora più irriverente dalla traduzione in romanesco, attraverso effetti di grande comicità, evidenzia la vacuità delle vite gonfie di aria e prive di sostanza. Niente di più vero, niente di più attuale. Anche se scitto tra il III e il II secolo A.C. e riadattato circa 60 anni fa.

Giulia Zampina

 



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