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CRONACA

Operazione 'Luxury': a giugno il processo per violenza e rapina a prostitute

A carico di otto persone accusate a vario titolo di rapina, tentata rapina, violenza sessuale e tentata estorsione

Operazione-Luxury-a-giugno-il-processo-per-violenza-e-rapina-a-prostitute
Mercoledì 11 Gennaio 2017 - 8:52

Inizierà il prossimo 6 giugno, dinanzi al tribunale collegiale di Catanzaro, il processo a carico di otto persone, coinvolte nell’operazione denominata “Luxury”, ed accusate a vario titolo di rapina, tentata rapina, violenza sessuale e tentata estorsione nei confronti di alcune prostitute residenti nelle zone di Montepaone, Gasperina e Stalettì, nonché di detenzione illegale e porto abusivo di armi comuni da sparo. A deciderlo è stato il GUP del Tribunale di Catanzaro, nella persona del dott. Battaglia, che, al termine della camera di consiglio e dopo la discussione delle parti, ha così accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dall’Ufficio di Procura. A finire sotto processo saranno quindi Santino Domenico Cozza (1963), Pietro Mesuraca (1969), Giovanni Catrambone (1988). Salvo Gregorio Mirarchi (1991), Salvatore Romeo (1992), Fabio Voci (1994), Vincenzo Voci (1994), Giuseppe Pitingolo (1982), Alessando Pitingolo (1984). Durante l’udienza preliminare, dei nove imputati, soltanto uno (Catrambone) ha chiesto di essere giudicato nelle forme del rito abbreviato (cioè allo stato degli atti), la cui udienza si terrà il prossimo 8 maggio. Al momento, una sola delle persone offese si è costituita parte civile. Il folto collegio difensivo era composto dagli avvocati Amedeo Bianco, Giovanni Caridi, Salvuccio Staiano, Antonio Lomonaco, Domenico Viscomi, Vittorio Ranieri e Sabrina Apollinaro. I fatti per i quali a giugno inizierà il dibattimento risalgono ai mesi di maggio, settembre e novembre 2013. Fatti che furono messi in luce dall’’attività investigativa condotta dal personale del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Soverato che ha così permesso di accertare condotte delittuose, finalizzate alla commissione di una serie di rapine ed estorsioni a prostitute, anche attraverso la materiale disponibilità di armi da fuoco. Inizialmente le finalità degli indagati erano soltanto le rapine, ma successivamente la strategia è cambiata:costringevano le vittime a pagare ogni settimana una somma di denaro per poter esercitare nella “loro zona”; chi rifiutava di pagare veniva costretta ad andar via, dopo aver subito rapine o violenze sessuali.



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