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ARTE E CULTURA

La proposta di Imes alla città: Una 'Biblioteca amica' aperta ai giovani del territorio

Fondazione Imes intende proporre per il prossimo anno alle scuole, in considerazione dei risultati del ciclo su migranti ed emigrazione, uno specifico seminario di formazione 

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Lunedì 06 Febbraio 2017 - 12:34

Una “biblioteca amica” offerta al territorio e ai suoi giovani, caratterizzata fortemente da una specializzazione sui temi della storia contemporanea, dell’economia e della politica con particolare riferimento ai problemi del Mezzogiorno e dell’area mediterranea. E’ questa la proposta che la Fondazione Imes (Istituto Meridionale di Storia e Scienze Sociali), presieduta da Armando Vitale, lancia alla città di Catanzaro con l’obiettivo di consentire l’apertura sistematica di uno spazio volto a favorire momenti di dibattito attraverso l’organizzazione di attività seminariali, fin dal prossimo autunno, coinvolgendo il pubblico dei giovani, della scuola e dell’università. L’iniziativa è stata condivisa dalla Fondazione e dai suoi tanti affezionati “amici” al termine del ciclo di incontri, promosso nelle scorse settimane, che hanno visto intervenire autori di opere e testi incentrati sul tema, di coinvolgente attualità, dell’emigrazione e dell’immigrazione tra passato e presente.

Nell’ambito del progetto “Biblioteca amica”, la Fondazione Imes ha per primo ospitato in città, nella sede e con il coordinamento del Circolo Placanica, lo scrittore calabrese Mimmo Gangemi autore del libro Un acre odore di aglio”. Loredana Marzullo di Associazione Gutenberg, Venturino Lazzaro di Circolo Placanica, Umberto Mancino di Circolo Palomar, hanno interloquito con l’autore sulla storia-saga di una famiglia di contadini calabresi dell’Aspromonte  che, attraverso le vicende di tre generazioni, vive una drammatica esperienza di emigrazione e di difficile riscatto nel lungo periodo che va dall’Italia postunitaria al termine della seconda guerra mondiale.

Un  momento di riflessione, parimenti significativo, si è tenuto sia presso il liceo Galluppi che nella sede dell’Imes. Esso è stato dedicato al testo "Emigrare dal Marocco" della giovane studiosa ed  autrice Luisa Bianco, esperta di problematiche dell’emigrazione dall’Africa. Introdotta dall’ing. Piero Caprari e dal prof. Piero Bevilacqua, che ne ha curato la prefazione, Luisa Bianco ha discusso con i due relatori e con un pubblico interessato  la questione dello stretto rapporto tra  le ondate migratorie provenienti dal Marocco verso l’Europa e gli squilibri socio-ambientali susseguenti alla nascita e allo sviluppo dei processi estrattivi di fosfati nel polo minerario di Khouribga, sito nell’area nord occidentale del Marocco. Si è avuto modo di evidenziare come la fuga nel nostro Paese di una parte consistente degli oltre 500mila immigrati marocchini presenti in Italia, terza comunità di origine straniera dopo rumeni ed albanesi, sia in grande misura legata all’inquinamento ambientale causato dall’industria mineraria e, perciò, dall’economia di rapina dei Paesi più ricchi.

L’ultimo importante appuntamento ha visto come ospite l’ambasciatore Giuseppe Calvetta che, introdotto dallo storico Vanni Clodomiro e da Armando Vitale, ha presentato il suo lavoro “Lerivoluzioni del Novecento. Un secolo attraverso lo sguardo di un diplomatico”. E’ stata un’opportunità preziosa, che ha consentito di ripercorrere i nodi drammatici di una storia di grandi conflitti e trasformazioni, ma anche di mettere a fuoco la genesi profonda dei fenomeni migratori. Calvetta, già ambasciatore in Senegal e Paesi limitrofi, ha illustrato in due diverse giornate, prima ai ragazzi delle scuole e poi ai cittadini e alle associazioni coinvolte (Gutenberg, Circolo Placanica, Circolo Palomar), il nesso causale fra il colonialismo novecentesco e la condizione di tanti Paesi africani afflitti da carestie e fame e prede di guerre tribali e fra bande, che sospingono intere popolazioni verso la terra promessa dell’Occidente. Incalzato da interventi e domande l’ambasciatore ha posto l’accento sulla necessità di costruire opportunità nelle terre di provenienza dei migranti - mettendo in campo misure economiche e di sostegno in grado di rafforzare il loro radicamento sul territorio – e di attuare n Italia e nel Mezzogiorno politiche di controllo e specialmente di politiche scolastiche ed educative, in grado, rispettivamente, di regolamentare in maniera efficace ed equilibrata i flussi migratori verso l’Europa e di integrare i migranti con una consapevole maturazione culturale e linguistica.

Fondazione Imes intende proporre per il prossimo anno alle scuole, in considerazione dei risultati del ciclo su migranti ed emigrazione, uno specifico seminario di formazione e aggiornamento su  “Mediterraneo, emigrazione, intercultura, dialogo religioso, integrazione” .  



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