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ARTE E CULTURA

San Giovanni: banchi e sedie tra le opere, violata la Pinacoteca Cefaly

Nuovo intervento del Comitato per la tutela del San Giovanni

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Venerdì 10 Febbraio 2017 - 17:34
"Come molti sapranno nel 2011 sono state ufficialmente acquisite al patrimonio artistico e culturale dell’Amministrazione comunale di Catanzaro ben 21 opere del pittore cortalese Andrea Cefaly junior, omonimo nipote del noto maestro della scuola napoletana, patriota e garibaldino. 

L’atto notarile che segnava il passaggio di proprietà è stato infatti stipulato il 2 febbraio di quell'anno presso lo studio del notaio Rocco Guglielmo. Accompagnate da una perizia estimativa eseguita da Alessandro Russo, docente dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro oltre che perito del Tribunale cittadino – e assiduo frequentatore dello studio del maestro Cefaly - che ne ha quantificato il valore economico per circa 160mila euro, le opere, ricordiamo, furono donate dai coniugi Pietro e Giovannella Lanza i quali proposero a suo tempo la realizzazione, possibilmente nell’ex Orfanotrofio Rossi, oggi sede del Conservatorio musicale, di una pinacoteca dedicata a colui che la critica ha consacrato come “il più grande pittore calabrese dopo Mattia Preti”.
 
Le opere, donate nel giugno 2011, hanno poi trovato degna collocazione all'interno del Complesso Monumentale del San Giovanni, inaugurando la Pinacoteca Cefaly in data 18 settembre 2014. L’allestimento, pensato e realizzato dal curatore Stefano Morelli (stimato assistente del prof. Vittorio Sgarbi), sotto l'Assessorato alla Cultura guidato dal prof. La Rosa, ha consentito ai fruitori di ammirare nel pieno splendore alcune opere suggestive del grande maestro che ha onorato la Calabria e Catanzaro con la sua arte. 
 
Cefaly ha saputo scrivere una delle pagine più luminose del Novecento calabrese e ha lasciato una traccia indelebile quale esempio dei fondamentali valori spirituali e umani della nostra terra. Basti pensare che Papa Giovanni Paolo II lo insignì col titolo di Cavaliere Commendatore dell’Ordine di San Silvestro Papa. Quello della famiglia Lanza fu un atto di grande generosità e amore verso la Città rispetto al quale l’amministrazione comunale e l’assessorato alla cultura del tempo intesero riservare una sezione dei prestigiosi spazi museali del San Giovanni confermando la volontà dell’ente di arricchire i contenitori culturali con proposte di grande qualità e spessore.
 
Veniamo ad oggi. Nella famosa delibera n.143 del 3/10/2016 (approvata dalla quasi totalità del Consiglio comunale) di concessione del piano terrà ed altre pertinenze all'UMG da parte del Comune di Catanzaro (gratuitamente per vent'anni), con parere preventivo favorevole da parte della Soprintendenza al "pluri-utilizzo" della struttura, era espressamente indicato che "la collezione Cefaly resta custodita al piano terra ed aperta al pubblico a cura dell'UMG". Preso atto dell'attuale stato in cui versano le sale espositive della Pinacoteca, il Comitato si chiede se per "custodia" si intenda collocare sedie, banchi e cattedre a dieci centimetri dalle opere impedendone la fruizione giacché questo è lo stato in cui versa oggi l'ala museale riservata alle opere di Andrea Cefaly Junior. Un oltraggio ed un offesa non solo alla memoria di un grande maestro, e agli eredi che tanto generosamente avevano donato le opere alla Città, ma uno schiaffo alla cultura, all'arte ed alla citta tutta. Nell'attesa che il Sindaco chiarisca, nell'immediato, quello che vogliamo sperare si tratti di uno spiacevole e benevolo errore, facendo rimuovere seduta stante l'allestimento delle sale della Pinacoteca adibendole ad aule per i Master, non possiamo che sottolineare come l'episodio metta in luce lo spirito che anima questa operazione di esproprio di spazi culturali, che andrebbero preservati e valorizzati invece che essere mortificati ed offesi.
 
Nel tramite la Sig.ra Teresa Lanza nel corso di un incontro pubblico presso la sede del Circolo Placanica svoltasi nella serata di mercoledì 8 febbraio, ha dichiarato il proprio stupore nel trovare le cattedre, le sedie, le lavagne nelle sale della Pinacoteca, comunicando che essendo violati i cardini sulla quale si fondava la donazione, la famiglia Lanza si opporrà fermamente a questa ibridazione degli spazi museali".
 
Comitato per la tutela del San Giovanni


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