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CRONACA

Corte dei Conti: dubbi di incostituzionalità su legge regionale su somme a gruppi consiliari (CON VIDEO)

E' emerso dalla relazione di questa mattina del procuratore Scerbo che ha evidenziato diverse violazioni. Danni per 67 milioni per indebita percezione di fondi comunitari

Corte-dei-Conti-dubbi-di-incostituzionalit-su-legge-regionale-su-somme-a-gruppi-consiliari-CON-VIDEO
Venerdì 17 Febbraio 2017 - 15:52

La legge regionale con la quale si e' intervenuto rispetto alle somme indebitamente percepite dai presidenti dei gruppi consiliari regionali potrebbe essere incostituzionale. A sollevare il caso e' stato il procuratore regionale della Corte dei Conti della Calabria, Rossella Scerbo, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario che si e' svolta oggi a Catanzaro. Secondo il procuratore, "la Regione Calabria ha legiferiato in materia stabilendo che la restituzione avvenga mediante compensazione con le somme restituite, perche' non utilizzate, dai gruppi negli anni precedenti. In altri termini - ha fatto rilevare Scerbo - il debito della Regione e' stato pagato con somme della Regione. Al di la' di ogni considerazione di tipo etico ed estetico, tale legge nel disciplinare la materia della responsabilita' - ha proseguito il procuratore - ha invaso il campo riservato alla potesta' legislativa esclusiva dello Stato".

Per questo motivo, il procuratore regionale della Corte dei conti, ha sostenuto di "dubitare della legittimita' costituzionale della norma" ed "ha chiesto alla Sezione giurisdizionale la remissione alla Corte costituzionale". Ma dalla relazione di questa mattina è emerso molto altro: danni erariali per la percezione indebita di fondi comunitari, dirigenti medici che esercitano l'attivita' violando il rapporto di esclusiva con l'amministrazione, assunzioni contra legem di personale, rimborsi per i farmacisti di somme non dovute per medicinali mai forniti e altre violazioni.  Nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, con la cerimonia svoltasi a Catanzaro, si delineano diversi aspetti portati all'attenzione della sezione giurisdizionale per la Calabria nel corso dell'ultimo anno.

Il procuratore Scerbo ha sottolineato alcuni degli aspetti emersi nel durante l'attivita', a partire proprio dal danno erariale per indebita percezione dei contributi comunitari per un ammontare di 67.132.838,73 euro, quindi lo svolgimento da parte di dirigenti medici dipendenti pubblici di attivita' extramoenia non autorizzata e in violazione del rapporto di esclusivita' da cui sono legati con l'amministrazione.

 Esempi che evidenziano soprattutto la gestione non proprio oculata di fondi pubblici, come nel caso anche dei rimborsi non dovuti ad un farmacista per medicinali in realta' mai forniti agli assistiti.

 Casistiche particolari riguardano ancora la gestione di fondi pubblici "secondo criteri assolutamente estranei alle regole della contabilita' pubblica". Infine, il procuratore Scerbo ha citato anche "i debiti fuori bilancio che costituiscono - ha affermato - una patologia costante, laddove il fenomeno preoccupante, e direi nuovo rispetto agli anni preccedenti, e' quello dell'emersione di una massa imponente di debiti fuori bilancio non riconosciuti, cioe' letteralmente occultati fino all'epilogo costituito dal dissesto dell'ente, vale a dire il fallimento dell'amministrazione locale".

Il Procuratore regionale Rossella Scerbo, incontrando i giornalisti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, ha anche evidenziato che, per quanto riguarda la normativa, il Codice di giustizia contabile ha consentito un adeguamento dell’apparato legislativo alle esigenze di certezza, estendendo i principi del giusto processo ed il rafforzamento dei diritti della difesa. Agli obiettivi di razionalizzazione e semplificazione normativa, non è corrisposta però un’adeguata risposta dal punto di vista organizzativo: “La carenza di personale – ha detto Scerbo – continua ad incidere sulla corretta funzionalità degli uffici della procura rimasti completamente privi di magistrati”. Il Procuratore regionale ha, quindi, aggiunto che “sono migliaia le denunce che arrivano dai cittadini e a cui non è possibile dare seguito perché relativi a fatti che non determinano un danno erariale”. Riguardo all’attività esercitata nell’anno, durante la cerimonia il presidente della sezione calabrese della Corte dei Conti, Anna Bombino, ha sottolineato che sono state pronunciate 83 sentenze di condanna per 22milioni di euro relativi a danni subiti in gran parte da enti locali e aziende sanitarie tra cui rientrano quelli relativi all'Asp di Catanzaro per la mancata riscossione di ticket per l'importo di circa 2milioni 300mila euro.



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