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CRONACA

Inaugurato al Corvo 'Il giardino dei frutti antichi': un cuore immenso per Masi

Dedicato ad un ragazzo prematuramente scomparso. Il padre: "Questo è il parco dell'amicizia"

Inaugurato-al-Corvo-Il-giardino-dei-frutti-antichi-un-cuore-immenso-per-Masi
Domenica 19 Marzo 2017 - 13:17

Masi non c’è più. Eppure vive ancora. Non è la solita, triste, frase fatta. E’ una verità commossa che si tocca con mano e soprattutto si sente nelle emozioni e nei ricordi dei suoi amici e nell’esempio di vita, si l’esempio di vita, che i suoi genitori riescono ancora oggi a donare alla gente. Massimiliano Mancini muore nel 2008 a causa di una rara maledetta malattia che gli ha distrutto lentamente e irrimediabilmente il cuore. Masi, ragazzo del quartiere Corvo , vive i suoi ultimi anni con una certezza: morirò presto. Ma il suo viso, la sua gentilezza, la sua voglia di vivere, il piacere di stare insieme ai suoi amici non è mai venuto meno. “Masi morirà, come fa a vivere sempre con il sorriso?”. Era la domanda di tanti, forse tutti. Ma lui andava avanti e faceva finta di non sapere , di non soffrire, di non aver paura. La sua vita era “adesso” e la godeva per piacere suo e di tutti quelli che lo amavano. E lo hanno amato in tanti. E lo hanno amato tanto. Al punto da dedicargli una pagina su facebook e scrivergli ogni giorno come se lui fosse qui. Si attende una risposta, che non c’è, ma che in fondo tutti conoscono. Masi, eroe di questo tempo. Masi, ragazzo esempio di questa società. Masi, amico del Corvo. Per lui, per i suoi amici, per i suoi parenti, per un quartiere intero, questa mattina è stato inaugurato “Il giardino dei frutti antichi“ : un parco nei pressi della chiesa , da presto riqualificato, dove hanno trovato collocazione 200 piante autoctone e un seme piantato oggi dai genitori di Masi e che crescerà…diventando albero. Una cerimonia breve ma molto intensa. L’opera in ricordo di Masi è bellissima: creata da Giuseppe Nisticò raffigura un cuore di colore rosso acceso. Quel cuore distrutto dalla malattia ma ancora vivo. Una chiave accanto che riesce ad aprire tantissime emozioni. Commosso, il padre di Masi, parla al quartiere e lo tocca dentro. Si, proprio oggi, nella festa del papà. Lui che del papà ha il più profondo significato. “Grazie – dirà con voce roca – perché oggi sono orgoglioso. Non è il parco di Masi, non è la festa di nessuno. Oggi vale ancora di più, oggi è la prova che il valore dell’amicizia è un valore inestimabile. Questa è un inno all’amicizia. Chiedo alla gente di non rovinare questo parco e alle istituzioni di non abbandonarlo. Non solo per il nome di mio figlio, ma per il significato e i valori che questo gesto porta con sé. Siate uniti come vi voleva Masi, sappiate trovare in questo posto un luogo dove coltivare ancora le emozioni che amavate condividere. Questo è il parco dell’amicizia”. Un applauso, qualche lacrima, tanti abbracci. La teca ora è lì, il parco splende e la gente vede Masi. Una iniziativa organizzata e voluta dall’associazione A Voce Alta e dai Giovani di FI in collaborazione con vari enti capaci, oggi, di fare quello che era una volontà di tutti. Dedicare uno spazio del quartiere ad un ragazzo che è stato un esempio di vita nonostante la morte nel “cuore”. Grazie Masi. Grazie amici di Masi. Grazie genitori e sorella di Masi.

Gianluigi Mardente 

 



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