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CRONACA

Vertenza lavoratori cantiere Petronà, indetto sciopero per giorno 25

Rinviato a seguito dell’incontro avuto con l’Azienda e il suo rappresentante legale presso la Camera del Lavoro della CGIL di Sellia Marina

Vertenza-lavoratori-cantiere-Petron-indetto-sciopero-per-giorno-25
Domenica 19 Marzo 2017 - 14:0

Lo sciopero dei dipendenti della SEA srl, che gestisce la raccolta RSU e RD del comune di Petronà, già indetto per sabato 18 Marzo è stato differito al prossimo sabato 25 Marzo. Questa decisione è stata assunta dai lavoratori a seguito dell’incontro avuto con l’Azienda e il suo rappresentante legale presso la Camera del Lavoro della CGIL di Sellia Marina. Nell’incontro – si legge in un comunicato del sindacato Fp Cgil Catanzaro/Lamezia - abbiamo registrato e consolidato l’atteggiamento pregiudizievole di qualsivoglia rapporto che possa basarsi sul diritto. Da un lato abbiamo subito, come FP CGIL, la querela del Sindaco di Petronà, a nostro avviso irriguardosa e fuori da ogni logica, rispetto alle rivendicazioni dei lavoratori, ma la discuteremo, nostro malgrado, nelle sedi opportune dove emergerà, con ogni certezza chi ha diffato chi e le evidenti responsabilità. Tenga ben presente la Sindaca che non sarà una querela a fermarci, soprattutto quando siamo convinti di essere nel giusto. Crediamo che nella lotta per i diritti, ci si possa aspramente contestare, ma l’onestà intellettuale delle persone, deve essere l’unico strumento sufficiente a dirimere qualsiasi conflitto. Se questo non avviene, allora vuol dire che gli atteggiamenti e le querele servono a manipolare il proprio atteggiamento e riproporlo come il solito attacco politico indiscriminato, manipolato e sostenuto dall’avversario di turno. Nella nostra lotta per diritti dei lavoratori, e per la nostra esperienza non limitiamo il sostegno che ci viene da nessuno. Abbiamo già un metodo che adoperiamo per salvaguardare la nostra organizzazione sindacale, perché vogliamo ricordare alla Sindaca che noi siamo la CGIL. Non siamo un partito politico, la nostra politica riguarda tutto quello che è legata al lavoro e alla vita del lavoratore. In questo senso siamo certi di fare politica, di quella che non avverte il bisogno di querelare l’avversario, ma di contrapporre un atteggiamento risolutivo che, a nostro avviso, la Sindaca non ha posto in essere. Nel merito della vertenza l’Azienda, consapevolmente e con arroganza, continua a richiedere documenti ai lavoratori per i quali gli stessi non sono obbligati ad esibire. L’Azienda vorrebbe imporre un richiamo per il quale è previsto di richiedere determinati documenti per i nuovi assunti, ma non per i lavoratori con anzianità di lavoro decennale. Una pretesa assurda, per la quale il possedere o non possedere tali documenti non è pregiudizievole di un impedimento lavorativo. Ci chiediamo se questa forzatura, non è essa stessa violazione delle regole scritte nello statuto dei lavoratori legge 300 del 1970, che nascondono malcelate indagini sui lavoratori vietate dalla legge e che possono essere evitate con una semplice autocertificazione, cosi come siamo del tutto sconcertati dal fatto che i dipendenti, oltre ad essere inquadrati in maniera irregolare hanno dovuto, già dal primo mese di lavoro alle dipendenze della Sea srl, la procedura ex art 30 DLGS 50/2016, con la quale si chiede all’ente committente di subentrare al pagamento del salario. La nostra battaglia – prosegue il comunicato - è contro la pretesa di cancellare burocraticamente i livelli professionali, contro l’impedimento di poterli attestare sulla professionalità acquisita dal lavoratore nel corso degli anni degli appalti susseguitesi nel tempo. L’effettiva mansione del lavoratore non si determina con le buste paga, peraltro irregolari, fornite dalla precedente Azienda, ma dalla effettiva mansione e dalle reali fasi di lavoro che lo stesso lavoratore svolge ogni giorno per un numero di giorni consecutivi e ripetuti nel tempo e in questo caso per anni. L’Azienda non chiede ai lavoratori cosa hanno svolto con la precedente Azienda, ne si accerta se i livelli professionali sono effettivamente inquadrati correttamente con i richiami delle declaratorie contrattuali del CCNL. In alcuni casi, e da quello che abbiamo registrato nel nostre attività sindacale della provincia di Catanzaro, le aziende vincono gli appalti, consegnano i mezzi ai lavoratori, anzi gli stessi vanno a ritirare i mezzi in altri comuni. Non esiste un ordine di servizio, ne un’organizzazione del lavoro, per cui i lavoratori, forti della loro professionalità ed esperienza, sanno quello che devono fare, visto che lo fanno da 12 anni in totale autonomia. Se quanto rivendicato dalle maestranze non troverà la giusta soluzione, e se l’Azienda continuerà a porsi in modo arrogante, il tavolo della protesta sarà portato presso le sedi opportune fosse anche quello dell’autorità giudiziaria.



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