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CRONACA

Catanzaro-Monopoli 1-1, il giorno dopo fastidio ed amarezza

E arriva anche la brutta notizia dell'esito della risonanza magnetica di Zanini: stop circa per un mese 

CatanzaroMonopoli-11-il-giorno-dopo-fastidio-ed-amarezza
Lunedì 20 Marzo 2017 - 20:12

Inutile, inqualificabile, inaccettabile: scegliere quale sia tra questi l'aggettivo più consono e calzante per descrivere il pareggio raggranellato a fatica ieri pomeriggio dalle aquile contro il Monopoli è impresa a dir poco ardua. L'uno a uno con cui le aquile hanno chiuso il match più importante della stagione è infatti un risultato francamente inutile dal punto di vista della classifica, un timido passettino in avanti anziché un deciso scatto d'orgoglio, che poco cambia e poco modifica nella sostanza di una graduatoria precaria e deficitaria fin dalla prima giornata. Andando al di là del risultato, stupisce ancora una volta il livello della prestazione. Inqualificabile ed inaccettabile, appunto, meritevole, come sottolineato dagli stessi protagonisti nel post gara, della solitudine e della contestazione armata dai tifosi. Primo tempo giocato a favore di vento ma sfruttato il minimo indispensabile per offendere, seconda frazione con condizioni atmosferiche avverse praticamente regalato all’avversario, vicino alla segnatura del sorpasso più di quanto lo fosse stato prima il Catanzaro per il raddoppio. Poche idee, ancor meno coraggio e carattere, il tutto condito da qualche nervosismo decisamente sopra le righe e per nulla giustificabile in un momento come quello attuale. L’occhio della tigre è rimasto ancora una volta serrato, spento, facendosi lucido con Giovinco (uno dei pochi a spiccare in positivo) e profondo con il maturo Prestia (non più sorpresa ma pilastro della difesa) solo a partita terminata. Male Carcione, a cui si imputano ancora tanti errori in fase di impostazione e troppe palle sparate nel buio su calcio piazzato, inconsistenti Cunzi e Gomez, il primo fumoso, il secondo pesce fuor d’acqua. In tutto questo, non è certo un’eresia pensare che lo spogliatoio sia poco unito ma anzi frastagliato e sfilacciato, e visto che «chi fugge è un vigliacco» (Erra dixit) sarebbe ora che i responsabili di questa situazione facessero ammenda, ognuno per le proprie colpe e cercassero di rimettere insieme i cocci. Raggiungere la salvezza diretta è più difficile che mai, ma continuare su questa falsariga sarebbe un suicidio volontario. Ad aggiungere amarezza ad amarezza ci ha pensato poi l’esito della risonanza magnetica effettuata da Zanini: la distrazione al collaterale mediale sinistro ipotizzata in settimana è stata confermata dagli accertamenti e il ragazzo starà fuori per circa un mese. Domani la ripresa al “Ceravolo” con il PoliGiovino ancora inutilizzabile per la mancata riparazione del guasto alla caldaia.  

Gianfranco Giovene



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