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SANITA' E SALUTE

Antonio, il respiratore non arriva bloccato dalla burocrazia

'Gli uffici competenti  – denuncia il paziente - non sembrano preoccupati'. Della vicenda è stato interessato anche il Tribunale diritti del malato 

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Venerdì 21 Aprile 2017 - 11:15

Da oltre quindici anni soffre di apnee notturne ed è costretto a stare attaccato ad una macchina per consentirgli una corretta respirazione. Antonio Gabriele, invalido civile di 59 anni originario di Gimigliano e residente a Tiriolo, sta vivendo un’autentica odissea perché da oltre tre mesi l’apparecchio necessario ad assicurare la ventilazione meccanica non funziona in maniera idonea e deve essere sostituito.

Lo stesso paziente lo scorso gennaio ha inviato all’ufficio invalidi un’apposita richiesta, ma la procedura si è arenata tra le maglie della burocrazia ed i tempi troppo lunghi costringono Gabriele a non poter dormire sonni tranquilli con la paura costante di poter subire eventuali blocchi respiratori. “Gli uffici competenti sul territorio non sembrano particolarmente preoccupati – spiega  Gabriele – e mi hanno liquidato con una risposta secca: quando avremo il nuovo respiratore artificiale sarai avvertito”. L’utente ha, quindi, esposto il suo problema a livello nazionale contattando il Tribunale dei diritti del malato dove ha trovato ascolto ed un concreto interessamento.

Eppure, anche in questo caso, l’iter amministrativo è stato caratterizzato da una serie di autorizzazioni e procedure di gara senza dare certezza sui tempi di consegna della nuova macchina. “Pur comprendendo le ragioni degli uffici –  ha aggiunto Gabriele – credo che, in casi del genere, debba essere garantita la disponibilità immediata di un apparecchio necessario per salvaguardare la salute davanti a patologie così gravi. Non è accettabile essere sballottato da un ufficio all’altro senza ricevere risposte certe e concrete. Sarebbero queste le risposte offerte dalla sanità ai cittadini in termini di cura e prevenzione? Spero che questo mio appello possa essere recepito prima che sia troppo tardi”.  

d.i. 



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