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CRONACA

Amato accoglie due salme di migranti morti nel mediterraneo

Le due salme provengono dal pontile Nato del comune di Melilli in provincia di Siracusa

Amato-accoglie-due-salme-di-migranti-morti-nel-mediterraneo
Giovedì 18 Maggio 2017 - 12:40

Con una cerimonia sobria ma di grande coinvolgimento la comunità, con in testa il sindaco Saverio Ruga, ha accolto due salme del naufragio di un barcone carico di migranti avvenuto nel canale di Sicilia il 18 aprile del 2015. Le due salme provengono dal pontile Nato del comune di Melilli in provincia di Siracusa. In quel naufragio morirono 700 persone alle quali non è stato possibile dare un nome. Il comune di Amato ha voluto partecipare alla manifestazione di solidarietà proveniente da più parti d’Italia pronte a dare una degna sepoltura a questi sventurati partiti per una nuova vita hanno trovato la morte nelle acque del mediterraneo. Nell’accogliere i due anonimi feretri identificati con la sigla PM434 e 422, il sindaco Ruga ha voluto sottolineare come Amato “dimostra coi gesti concreti di essere una comunità solidale e accogliente”. Ruga rivolgendosi ai presenti ha sottolineato come “L’amministrazione comunale, difronte a tragedie così immane che destano dolore e sconvolgimento nell’animo di ognuno di noi, non ha voluto rimanere indifferente e interpretando i sentimenti di tutti voi, si è proposto per dare una degna sepoltura a due defunti di quella tragedia. Non sappiamo i loro nomi, non conosciamo il loro Paese dì’origine, ne la loro religione, sappiamo soltanto che sono due nostri fratelli che qualcuno ancora starà aspettando loro notizie, oppure li stanno ancora cercando. Quello che posso affermare e che da oggi questi due corpi saranno cittadini di Amato. Quando venite a trovare i vostri cari, portate un fiore anche su queste due tombe”. Prima della benedizione delle due bare, il parroco don Emanuele ha voluto rimarcare il gesto di civiltà della comunità amatese.”Questi gesti valgono più di tante inutili parole. Ci piace dare un segna tangibile nel cammino dell’integrazione e nell’insegnamento che ci ha dato papa Francesco”. Poi don Emanuele ha benedetto le bare pregando affinchè Dio “li accolga nella Sua Casa e li rivesta pienamente della dignità perduta in questo mondo”.



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