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ARTE E CULTURA
"Parole Chiave", i mali della politica secondo Willer Bordon
L'ex parlamentare ospite dell'ultimo appuntamento della rassegna diretta da Raffaele Gaetano.
CatanzaroInforma.it:

Martedì, 09 Febbraio 2010 08.00
Si è conclusa ieri pomeriggio, presso l'auditorium dell'Istituto Industriale, la terza edizione della rassegna ''Parole Chiave' diretta da Raffaele Gaetano. Dopo Agnese Moro e Pietrangelo Buttafuoco è stata la volta dell'ex parlamentare Willer Bordon che, dopo aver diramato le dimissioni dal Senato nel 2008, ora si dedica a tempo pieno all'attività giornalistica e alla formazione. ''Casta' è stata la parola chiave che ha fatto da filo conduttore della conversazione incentrata sui grandi temi della politica.
''Ho abbandonato la vita politica per una scelta ideologica. Sono consapevole che la politica possa essere strumento di difesa anche degli interessi privati - ha così esordito l'ospite - ma credo che sia necessario spostare l'attenzione dai palazzi alla gente. Non si può avere una classe dirigente che sia rappresentante di nessuno e disgiunta dal voto degli elettori'. Entrato per la prima volta in Parlamento nel 1987, Bordon ha condiviso la sua attività in aula al fianco degli attuali leader nazionali come Fini, Veltroni, Casini. Ed è proprio per questo che definisce la situazione odierna quasi ''grottesca': ''non c'è luogo che possa andare avanti senza ricambio generazionale. I nostri rappresentanti sono sempre gli stessi e alcuni fanno ancora i delfini a 60 anni. E se non c'è alcuna selezione, qualsiasi società, prima o poi, è destinata al declino'. Eppure Bordon, che uscì di scena proprio per la difficoltà di conciliare ciò che si dice con ciò che si fa, individua spiragli di speranza: ''Quando penso al nostro Paese dico che spesso dimentichiamo di essere una giovane democrazia, effettivamente compiuta solo dopo la caduta del Muro di Berlino. Voglio credere che esista un futuro migliore'.
Bordon, dopo il ritiro dalla scena politica, si è messo in discussione e oggi è un affermato imprenditore. Riportando il suo esempio di vita, l'ospite si congeda dal pubblico con un appello: ''rimanere sempre nella stessa posizione ti impedisce di misurarti, di metterti in discussione. Così fai male a te stesso e agli altri. Per fare politica non basta l'onestà, è necessario un altissimo livello di professionalità. Ma guai a considerarlo un mestiere. Le risorse umane ci sono, serve più coraggio per avere la possibilità di liberarle'.

Domenico Iozzo


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Giovedì, 09 Settembre 2010 - Ore 6:22



















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