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CRONACA

Una "Pedalata per la sicurezza" in ricordo della tragedia di Lamezia

Si è svolta ieri la manifestazione promossa dall’Asd Next Atlas e dal Ciclo Club Lamezia

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Lunedì 19 Novembre 2012 - 10:2

Si è svolta ieri sotto la pioggia, la seconda edizione della “Pedalata per la sicurezza”, manifestazione ciclistica commemorativa organizzata dall’Asd Next Atlas e il Ciclo Club Lamezia, a Lamezia Terme per ricordare gli otto ciclisti travolti da un folle autista, sotto effetto di droghe, sulla statale tirrenica, nei pressi di Gizzeria. Dopo un breve momento di incertezza iniziale per via delle avverse condizioni meteo, il gruppo di circa 60 ciclisti, radunatosi in prossimità della piscina comunale di Lamezia Terme, ha deciso di partire per la pedalata e raggiungere il luogo dell’incidente sfidando la pioggia battente.

Dopo la benedizione impartita ai ciclisti davanti al chiesa frequentata abitualmente dalle vittime, il gruppo ha raggiunto la stele posta a memoria dell’incidente dove si è osservato un  momento di silenzio, sono stati posti i fiori dalle associazioni partecipanti e c’è stato l’intervento del Sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, che sottolineando la vicinanza della Città di Lamezia alle famiglie dei ciclisti e alla problematica della sicurezza stradale ha promesso la sistemazione per la fruibilità dell’area in prossimità della stele commemorativa e la realizzazione di una pista ciclabile di circa 10 km nella città di Lamezia.

Presente un gruppo di cicloamatori di Cava de Tirreni, che ha partecipato dimostrando la sensibilità al problema. Nell’occasione, gli Explorers Catanzaro hanno consegnato alle famiglie delle vittime un messaggio di solidarietà. “Non si può dimenticare quanto accaduto – afferma Antonio Astorino, Presidente Explorers Catanzaro- Bisogna chiedere fermamente alle Istituzioni l’impegno a tutelare la sicurezza dei ciclisti, utenti vulnerabili della strada, con azioni forti di prevenzione e di controllo”.

 

Di seguito si riporta il testo integrale del messaggio consegnato dagli Explorers alle famiglie dei ciclisti vittime dell’incidente del 5 dicembre 2010:

Lamezia Terme, 18 Novembre 2012. Un altro anno è passato e, come una ferita ancora aperta, rimane il ricordo doloroso di quel terribile 5 dicembre 2010, quando, in una assurda tragedia senza precedenti, otto ciclisti, inermi, sono stati spazzati via, per sempre, da una folle auto in corsa. Ed è per ricordare che, anche quest’anno, abbiamo voluto riunire la comunità ciclistica catanzarese e continuare a far sentire la nostra vicinanza alle famiglie e ai compagni di squadra, portando, ancora una volta, il messaggio di solidarietà dei ciclisti catanzaresi. Grazie alla Next Atlas e al Ciclo Club Lamezia, che, organizzando la manifestazione, ci consentono di ricordare gli amici scomparsi e, soprattutto, di tenere viva l’attenzione sul problema della sicurezza dei ciclisti nelle strade. Ma cosa è cambiato a distanza di due anni? Veramente poco.

Lo confermano,  purtroppo,  i dati agghiaccianti che forse pochi conoscono: l’Italia è il terzo paese in Europa per il numero di ciclisti morti in strada, ben oltre 2500 sono i ciclisti che hanno perso la vita negli ultimi 10 anni.Quest’anno siamo già a 217 e l’ultima tragedia risale a pochi giorni fa, nella quale la giovane Altea di soli 17 anni è stata uccisa, trascinata con la sua bicicletta per 300 metri  da un fuoristrada impazzito. Ma essere uccisi, travolti da un veicolo mentre si percorre serenamente una strada pubblica è ancora ammissibile? Guidare con superficialità e distrazione è ancora un comportamento accettabile? Quante vittime serviranno ancora per fermare questo disastro?

E’ giunto, ritengo, il momento di dire BASTA! e chiedere a voce ferma alle Istituzioni il riconoscimento dell’elevato valore sociale che ricopre la mobilità ciclistica, il suo sviluppo e la sua tutela. La sicurezza delle persone che decidono di muoversi in bicicletta deve essere garantita con azioni forti mirate al raggiungimento di una cultura diffusa, nei ciclisti e negli automobilisti, del corretto utilizzo della strada pubblica nel pieno rispetto delle regole della circolazione stradale. Dobbiamo esigere che le Amministrazioni diventino più attente, perché il movimento ciclistico in Calabria sta crescendo: le strade sono sempre più frequentate dai ciclisti e sono sempre di più i giovani che utilizzano la bicicletta.

La classe politica non può rimanere inerte ma deve, da subito, attuare politiche di controllo, di prevenzione, di divulgazione ma soprattutto di programmazione individuando misure urgenti a tutela della mobilità ciclistica con la realizzazione di percorsi protetti, anche utilizzando l’enorme patrimonio di strade secondarie spesso abbandonate e inutilizzate, affinché non si debbano verificare mai più tragedie simili.

Sono sicuro che Domenico Stranges, Vinicio Puppin, Fortunato Bernardi, Pasqualino DeLuca, Rosario Perri, Giovanni Cannizzaro, Franco Strangis e Domenico Palazzo, stanno apprezzando quello che stiamo facendo ma,  soprattutto, già sanno  che la loro vita spezzata non rimarrà un inutile sacrificio.



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