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CatanzaroInforma.it: Lo stress nello sport una gestione efficace…Lo stress nello sport una gestione efficace…

Cari sportivi, anziché iniziare con il classico decalogo su cosa fare e cosa NON fare per gestire lo stress, vi pongo da subito una domanda: quanto tempo dedicate in percentuale all’allenamento delle seguenti componenti:

atletica

tattica

psicologica?

Fatto? Siete stati sinceri? Bene! Sappiate però che nonostante al giorno d'oggi non si senta parlare d'altro di quanto conti la "testa" nella propria attività sportiva , in realtà solo una piccola percentuale di “addetti ai lavori” considera davvero importante l’allenamento di abilità psicologiche all'incirca il 5-10% , mentre considera prioritarie ( quasi a sfiorare il 90-95%) l’allenamento delle abilità atletico-tattiche.

 

Ciò comporta uno squilibrio che nell’attività agonistica sempre più esasperata caratteristica dello sport odierno, viene pagato in termini di ansia, di prestazioni scadenti, di risultati altalenanti, determinati da quello che definiamo genericamente stress.

 

Tuttavia, nonostante si riconosca una prestazione scadente o una difficoltà nell'affrontare serenamente una gara, le “ricette” che vengono riproposte per far fronte a questa situazione sono sempre le stesse: allenamento sempre più esasperato, schemi tecnico-tattici più avanzati, nuove tecnologie sempre più potenti , talvolta anche alimentazione ipercontrollata solo per citarne alcune.

Nonostante ciò sembra che il problema ansia o stress non si riesca comunque a gestire adeguatamente e sul lungo periodo.

L'errore di fondo sta nel dimenticare che lo sportivo o l'atleta prima di essere questo è innanzitutto un uomo e in quanto tale, espressione dell'unità mente-corpo, assolutamente imprescindibile.

Pertanto sperimenta emozioni e vissuti , positivi e negativi, come tutte le altre persone. E sperimenta situazioni di stress.

 

Tenendo presente questo importantissimo assunto di base è bene indicare le fasi da percorrere per gestire efficacemente lo stress. In campo e fuori!

 

Fase 1: considerare da una parte il ruolo (io-atleta) e dall'altra il vero Io (io-persona).

Quando si da una valutazione ad un esercizio o al risultato di una prestazione, sovrapponendo il ruolo all’Io, si rischia di caricare negativamente il proprio Sé di considerazioni e giudizi negativi in quanto persona. Ad esempio: “ho sbagliato perché sono un incapace”.

Se, al contrario, e quindi correttamente, si tiene ben distinto il ruolo dall’ Io allora si potrà affrontare il fallimento dal punto di vista delle prestazione lasciando integra la propria autostima e sperimentando una critica costruttiva. Quindi il pensiero corretto sarà: “l'esercizio non è andato proprio bene , proverò ad eseguirne un altro e cercherò di miglioralo”.

 

Fase 2: conoscersi è conoscere.

Sapete perchè non esistono soluzioni uguali per tutti, se non in linea di massima, per gestire lo stress? Perchè fondamentalmente ogni persona è diversa dall'altra e ciò che si vive quotidianamente non è una realtà oggettiva ma una costante interpretazione degli eventi. Quindi solo se si considera   il proprio modo di interpretare la realtà (come la vivo, quali emozioni sperimento, ecc.) ci si può approcciare ad un lavoro di accrescimento delle proprie competenze psicologiche. Ovviamente un percorso di conoscenza di sé deve essere affrontato con professionisti qualificati, ma garantisce la possibilità di poter approfondire ed incrementare le proprie risorse, superare i propri limiti al fine di fronteggiare adeguatamente le situazioni di stress.

Fase 3: vivere le emozioni…anche quelle “negative”.

Una falsa credenza è quella che porta tutti a glissare elegantemente sul vissuto “negativo” delle emozioni, come se fosse sconveniente provare tristezza, da sciocchi piangere o commuoversi, da stupidi arrabbiarsi. In realtà la distinzione tra emozioni positive e negative non fa altro che incrementare la paura di sbagliare, di sentirsi inadeguato e debole. E quindi la paura di vivere un errore o una cattiva prestazione in tutta la sua essenza.

Affrontare emozioni come paura, rabbia o tristezza è la base per una crescita serena e matura necessaria sia nella vita di tutti i giorni che nella pratica sportiva. Solo elaborando un fallimento ci si avvicina alla prossima vittoria!

Fase 4: considerare il giusto livello di ansia.

Nel mondo di oggi la parola ansia è super abusata. Eppure non tutti sanno che un adeguato livello di ansia è addirittura di aiuto. Un livello di ansia accettabile risulta necessaria in tante situazioni della vita quotidiana ( affrontare un esame o partecipare come relatore a un convegno o così come affrontare una gara) perchè consente di mantenere alto il livello di attenzione e di concentrazione, di filtrare le informazioni essenziali rispetto a quelle superflue, di adottare nel breve tempo le decisioni più opportune. L'ansia cosìdetta “cattiva” compare quando la componente fisica dell'emozione   (cuore che batte, sudorazione) e quella cognitiva (pensieri e valutazioni ) prendono il sopravvento sulla nostra mente e producono pensieri del tipo “sono sicuro di non farcela” “questa partita è troppo difficile” “il cuore mi va a mille non sono lucido”. Tutto ciò non fa altro che alimentare l'ansia “cattiva intaccando la fiducia in sé e il proprio senso di autoefficacia e facendo sperimentare alti livelli di stress nella gara in corso e, addirittura, far presagire scenari catastrofici di totale fallimento negli scenari futuri.

 

Fase 5: le tecniche:

Un buon modo per iniziare a gestire lo stress è affidarsi a delle ormai collaudatissime tecniche di rilassamento Le tecniche di rilassamento sono molteplici e vengono utilizzate:

per acquisire consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività;
per essere in grado di ascoltare il nostro corpo, sentirci padrone di esso ed essere in grado, attraverso un lavoro di progressiva presa di coscienza, delle nostre aree di tensione (spalle, torace, addome ecc.);
per gestire situazioni ansiogene o stressanti attraverso un programma che vede unite le abilità di rilassarsi e di visualizzare;

La visualizzazione, è una tecnica che utilizzando l’immaginazione evoca e guida consciamente l’atleta verso il suo obiettivo: ha un fine specifico, che nel caso degli atleti è quello di incrementare le loro prestazioni sportive attraverso delle visualizzazioni studiate apposta per questo e diverse tra loro a seconda dello sport praticato e dallo scopo dell'esercizio.

Entrambe le tecniche garantiscono una corretta gestione dello stress ma, ovviamente, devono essere eseguite sotto la supervisione di personale specializzato ed esperto. Una volta apprese le tecniche in maniera corretta lo sportivo potrà utilizzarle da solo in qualsiasi momento della giornata, compresa la gara.

Fase 6: allenarsi a un dialogo positivo.

Poiché come si è visto prima l’uomo possiede un nucleo bel saldo e imprescindibile, l’unità mente-corpo, è necessario dedicare uno speciale rilassamento anche al nostro modo di pensare e alle nostre convinzioni. Se si daranno continue valutazioni negative di sé a seguito di un errore, la nostra mente imparerà presto a d associare alla possibilità di errore un sentimento negativo di fallimento e incapacità ancor prima di iniziare la gara. Pertanto risulta necessario iniziare a dialogare con se stessi utilizzando un “pensiero positivo”

Ad. Esempio

Pensiero negativo: “la partita è tropo difficile per me”

Pensiero positivo: “prima di questa ho superato altri incontri; ce la posso fare anche adesso!”

Fase 7: a fine incontro affrontare successi e insuccessi:

Una volta terminata la gara è il momento di un rispettoso dialogo con se stessi utile ad individuare nuove criticità e ad esaltare nuovi successi. E’ un passaggio fondamentale per ottenere un radicamento del senso di autoefficacia, valutando con serenità la propria prestazione.

 

Con questo articolo si è voluto affrontare il problema della gestione dello stress fornendo non solo il classico decalogo di cosa fare e cosa non fare, ma si è cercato di dare una visione il più possibile a 360° del fenomeno stress e dei presupposti di base che molto spesso non vengono considerati solo per dar spazio a soluzioni veloci e uguali per tutti.

 

Buon sport a tutti!

 

Dott.ssa Tiziana Fregola
Psicologa Psicoterapeuta
Via Lucrezia della Valle,19 - Catanzaro
e-mail tfregola@tiscali.it
cell. 333/6873556

 



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