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da La salute con le erbe di Annapaola Giglio

CatanzaroInforma.it: Curcuma - L’oro dell’ IndiaCurcuma - L’oro dell’ India

La Curcuma o Zafferano delle Indie appartiene botanicamente alla famiglia delle Zingiberacee,

cui fanno parte anche lo zenzero e il cardamomo. Il nome deriva dal Sanscrito Kum-kuma. 

E' una pianta perenne, originaria dell'Asia, vive a temperature comprese tra i 20 ed i 30 gradi ( in particolare India e Pakistan) e richiede di una notevole quantità di pioggia annuale per poter prosperare. 

Le parti usate sono rizomi primari ovali e i rizomi secondari allungati. Il rizoma non viene consumato come tale, ma lavato, sbollentato, essiccato e macinato in una polvere fine, arancio brillante. La droga viene utilizzata come spezia sia nei Paesi di origine che in quelli occidentali, dove rientra nella preparazione del curry e di salse varie. 

Per la sua caratteristica di colorare di giallo i cibi, la curcuma è conosciuta anche con il nome di zafferano d'India. L'aroma, caldo e pungente, ricorda invece quello dello zenzero.
In India, è utilizzata almeno da 6000 anni, come medicina, cosmetico, spezia e colorante (per 2000 anni le tuniche dei monaci buddisti sono state tinte con questa radice). Per gli indiani è un simbolo di prosperità e un mezzo di purificazione per tutto il corpo. Le proprietà salutari, sono state indagate quando alcuni ricercatori si sono accorti di una diversa incidenza di alcune malattie nelle zone di consumo abituale delle spezie.

La curcuma fu definita dalla medicina ayurvedica la regina delle spezie: aiuta a ripulire il fegato, rafforza il sistema immunitario, purifica il sangue, promuove una buona digestione e viene usata per trattare una grande varietà di disturbi come antiossidante, antinfiammatorio e antitumorale. 

È una pianta ricca di amidi, che rappresentano il 45-55% del suo peso. 
Ha una buona quantità di olio essenziale, tra il 2,5 e il 6%. Le sostanze coloranti presenti nella pianta sono dei curcuminoidi, il principale dei quali è la curcumina, e sono molto importanti per l'azione terapeutica della pianta. La Curcumina è il principale componente biologicamente attivo del Turmerico. La Curcumina viene estratta e concentrata e con essa vengono effettuati studi clinici per le sue proprietà mediche come trattamento naturale per un gran numero di malattie.

Quali sono le proprietà farmacologiche e le azioni ricercate e studiate della Curcumina?
688 studi, oltre 400 dei quali pubblicati negli ultimi quattro anni, confermano le notevoli proprietà anticancerogene, antinfiammatorie e antiossidanti della Curcumina. Negli ultimi anni, l'interesse per il potenziale della Curcumina come agente neuroprotettivo è in aumento.

Diversi ricercatori sono sempre più convinti che la parte più primitiva del sistema immunitario (quella che si manifesta come un'infiammazione), può svolgere un ruolo cruciale in alcune malattie dell'uomo moderno, tra cui le malattie cardiache, il cancro, il diabete e, forse, il morbo di Alzheimer e  il morbo di Crohn.

Numerosi studi dimostrano che la curcumina inibisce un enzima che stimola la produzione di sostanze che facilitano i processi infiammatori, riducendone così i livelli nel sangue. Questo meccanismo d'azione contribuisce a spiegare la spiccata azione anti-infiammatoria di questa pianta. 

Studi in laboratorio dimostrano che la curcumina reagisce con molti radicali liberi ostacolandone l'attività. In effetti questa azione protettiva contro i danni provocati dai radicali liberi è stata dimostrata da numerosi lavori scientifici, ed è particolarmente evidente sugli organi dell'apparato digerente (stomaco, fegato e intestino).

Un altro campo in cui l’impiego delle curcuma è indicato, e riconosciuto dalla Commissione Tedesca per lo studio e l’uso dei prodotti farmaceutici di origine vegetale, è quello delle dispepsie funzionali, ossia i disturbi digestivi.

Anche nelle patologie del fegato, sia congenite che tossiche o infettive la curcuma è stata utilizzata per secoli come farmaco epatoprotettivo e disintossicante; la moderna ricerca ne ha evidenziato inoltre la proprietà coleretica (aumento della bile) con conseguente riduzione della calcolosi biliare.

L'effetto protettivo sul fegato dell'estratto secco titolato di curcuma è stato studiato su ratti che ricevevano come sostanza epatotossica il tetracloruro di carbonio. Questa pianta ha dimostrato di ridurre notevolmente l'aumento dei livelli di bilirubina, transaminasi, fosfatasi alcalina e colesterolo causato dal tetracloruro di carbonio, soprattutto quando veniva data per 2 settimane prima del tossico e poi in concomitanza con esso.

Il consumo regolare di curcuma aiuta a ridurre il colesterolo cattivo e la pressione alta. Aumenta la circolazione sanguigna e previene la coagulazione del sangue, impedendo così infarto.

Particolare interesse lega la Curcuma e le malattie autoimmuni

Un’infiammazione è la risposta dell’organismo ad aggressioni esterne (batteri, agenti chimici ecc.) oppure ad attacchi interni: ci troviamo purtroppo in questa situazione quando l’organismo reagisce violentemente considerando “estranee” normali parti di sé per cause apparentemente ignote; queste malattie sono state definite “malattie autoimmuni” e sono purtroppo assai diffuse nell’emisfero occidentale: artrite reumatoide, lupus eritematoso, psoriasi, morbo di Crohn ecc.

La medicina ufficiale cura di norma le infiammazioni di ogni tipo con due grandi categorie di medicinali: i fans e il cortisone, i cui effetti collaterali sono purtroppo ben noti: difficoltà digestive, irritazione della mucosa gastrica, vertigini, squilibri ormonali, osteoporosi e anche disturbi psichici nel caso del cortisone. La sperimentazione clinica, a paragone di farmaci tradizionali e a placebo, ha messo in evidenza in modo assai chiaro, le proprietà prive degli effetti collaterali della curcuma nella cura di pazienti afflitti da artriti, dolori osteoarticolari e muscolari, gotta, contusioni, tunnel carpale, epatite, tiroidite, morbo di Crohn, congiuntivite, e in tanti altri casi.

Studi indipendenti che riguardano le proprietà anti cancro della Curcuma, suggeriscono che la Curcumina è potenzialmente utile per il trattamento di cinque tipi di cancro: del colon, del seno, della prostata, del polmone e della pelle. Sono stati descritti numerosi meccanismi d’azione per l’attività antitumorale della Curcumina.

Inibizione della proliferazione delle cellule tumorali, induzione di apoptosi (una modalità di morte cellulare), inibizione della trasformazione delle cellule da normali a tumorali, inibizione dell’invasività e delle metastasi e la soppressione dell’infiammazione sono stati collegati con l’attività antitumorale della Curcumina. L’inibizione di COX-2 e 5-LOX, le molecole di adesione, le citochine infiammatorie, i recettori del fattore di crescita, il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), ed i fattori di trascrizione della Curcumina sono strettamente legati alla sua attività antitumorale.

E’ stata riconosciuta la sua azione immunostimolante e di contrasto alla degenerazione della pelle, sia preventiva sui tumori che diretta sulle cellule tumorali: li arresta nelle loro primissime fasi, senza contare gli incoraggianti risultati avuti nel rallentamento di neoplasie a stadi avanzati.

 Recenti studi hanno dimostrato che la popolazione dei paesi in cui se ne fa abitualmente largo uso registra una minore incidenza del morbo di Alzheimer, India al primo posto.

Un nuovo studio ha dimostrato che la curcumina può aiutare a ridurre il rischio di contrarre l’Alzheimer in età avanzata. La ricerca è stata condotta su esemplari di mosca della frutta da una squadra di ricerca dell’Università di Linkoping in Svezia ed è stata pubblicata sul periodico Plos one. Il team di ricerca ha riferito che la curcumina svolge un’attività antinfiammatoria e antiossidante e che quindi previene il danneggiamento dei tessuti cerebrali.

Inoltre, diverse ricerche hanno scoperto che la Curcumina può aiutare il sistema immunitario a “ripulire” il cervello dal beta amiloide, il principale costituente delle placche trovate nella malattia di Alzheimer. Poiché il morbo di Alzheimer è causato in parte dall’infiammazione indotta dall’amiloide, la Curcumina ha dimostrato di essere efficace contro il morbo di Alzheimer.

Come consumarla e in che dosi?

La Curcuma è stata usata come condimento in grandi quantità per centinaia di anni senza particolari reazioni avverse. Diversi studi hanno dimostrato che la Curcumina non è tossica per gli esseri umani, fino a 8000 mg/die. L’americana FDA (Food and Drug Administration) classifica la Curcuma come sostanza GRAS (General Recognition And Safety), ovvero “Generalmente Riconosciuta Sicura”.

La curcuma si consuma cercando di integrarla nell’alimentazione quotidiana. La quantità ideale corrisponde a circa 2 cucchiaini da caffè al giorno, da distribuire sulle pietanze per insaporirle, ma anche in salse, yogurt o bevande. Vi è inoltre chi la utilizza aggiunta all’olio di oliva e lo si impiega così come normale condimento in tavola. L’organismo, però, non assimila con facilità questa sostanza, la curcumina ha una bassa biodisponibilità ovvero una volta ingerita viene quasi completamente espulsa nelle feci e nelle urine. La biodisponibilità non dipende dalla quantità di curcuma ingerita per cui è bene, non aumentarne le dosi, ma associarne il consumo a pepe nero e thè verde, o grassi ( ecco perché preparare l’olio alla curcuma) che ne facilitano l’assorbimento.

Recenti studi scientifici infatti hanno scoperto che la miscelazione con il pepe nero aumenta in modo esponenziale le proprietà curative della curcuma e l’assorbimento dei suoi principi attivi. Nessuna meraviglia che nelle ricette tradizionali dell’Asia meridionale spesso si combinino tali due spezie. Quindi datevi da fare … macinate un mucchio di pepe nero in quella curcuma!

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Dottoressa Annapaola GIGLIO

Tel. 0961.62782
annapaola.giglio@gmail.com



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