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Al Circolo Placanica storia e fortune del Gran bosco d’Italia, la Sila

Ospite e protagonista del Mercoledì del Circolo Placanica è stato Piergiorgio Iannaccaro, medico, catanzarese, amante della Sila e della fotografia

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    Ospite e protagonista del Mercoledì del Circolo Placanica è stato Piergiorgio Iannaccaro, medico, catanzarese, amante della Sila e della fotografia. E’ suo un libro fotografico che il Presidente del Circolo, Venturino Lazzaro, aprendo la serata ha definito “agile ed elegante” per la qualità delle immagini e per la sensibile attenzione alla scelta degli scenari ripresi. “La Sila, luoghi e stagioni” è il titolo di questa pubblicazione, con introduzione di Filippo Veltri, che il Circolo Placanica ha voluto presentare ai suoi soci, utilizzandola come spunto e occasione di un ragionamento a largo raggio sul significato che l’altopiano silano ha sia dal punto di vista paesaggistico, che economico, turistico, affettivo e in definitiva culturale, per la nostra Regione. Non è mancato (non poteva mancare) un riferimento alla recente candidatura della Sila ad essere annoverata nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, e tutta una serie di riflessioni sulla grande opportunità che tale evento costituirebbe per l’economia e la valorizzazione di tutto il territorio calabrese. Una carrellata di immagini, scelta tra le tante contenute nel libro, ha dato la stura alla serata in cui è stato inevitabile un cenno alla storia recente della Sila Piccola, iniziando dal “miracolo” di Villaggio Mancuso, al più recente scempio di vaste aree boschive, segno di un’economia sommersa con la quale fare i conti in vista della visibilità e dei vincoli che comporterebbe l’entrata nell’orbita Unesco. Sempre a cavallo tra ricordi e consuetudini familiari, fughe ambientaliste, minacce speculative e ambizioni turistiche, si è parlato di montagna e ambiente in una regione che tutto il mondo considera “marinara”, ma che stenta a cavare risorse e occasioni di sviluppo sia dalle coste che dai suoi boschi incontaminati. Una serata interessante e “istruttiva” sulle nostre potenzialità e sulla necessità di conoscere meglio il nostro patrimonio naturalistico, le nostre tradizioni e la nostra cultura, per tentare un “aggancio” con altre realtà nazionali ed europee, spesso meno dotate di noi, ma quasi sempre più attrezzate a valorizzare, utilizzare e sfruttare le proprie realtà. Mercoledì prossimo, 21 Febbraio, nuova tornata di “Quel che resta del futuro”, incontro con universitari ed ex universitari che hanno deciso di restare a vivere e lavorare a Catanzaro e che costituiranno la nostra classe dirigente del futuro.

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