Catanzaro, presentato il progetto ‘Accogliere e curare’

Coordinato dall’Aps meet Project in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro 


È stato oggi presentato nell’Aula Multimediale dell’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro il progetto Accogliere e curare coordinato dall’Aps meet Project, attiva da anni sul territorio sul tema dell’accoglienza, e realizzato in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro, a seguito della vittoria del bando Otto per Mille – Chiesa Valdese. A presentare il progetto era presente il dott. Francesco Talarico, dirigente medico di presidio dell’ospedale “De Lellis”; Viviana Gentile, presidente dell’APS MEET Project; la dott.ssa Eleonora Rotella, assistente sociale e Aleksandra Pasyeca, mediatrice culturale e formatrice del progetto. 

Grazie ad Accogliere e curare saranno avviati all’interno dell’ospedale:

  • percorsi di formazione etno-culturale e legale-amministrativo per lo staff ospedaliero, 
  • assistenza di mediazione interculturale in linea e in presenza per accettazione, visite e ricoveri;
  • follow up post-ambulatoriale e post-degenza con accompagnamento nella fase di uscita. 

I percorsi formativi avranno come tutor Aleksandra Pasyeca, mediatrice culturale, che si occuperà degli aspetti etno-culturali e la dott.ssa Maria Chiara Chiodo che si occuperà degli aspetti legali e amministrativi.

Durante la conferenza stampa, è stato più volte sottolineato da tutti i presenti,  in particolar modo dal dott. Talarico, l’importanza di un tale servizio che ha il fine di aiutare tutto lo staff ospedaliero nel superamento degli ostacoli linguistici, culturali  e di costume che possono rendere maggiormente complesso l’accesso alle cure da parte delle persone straniere. 

Gli obiettivi del progetto, indicati da Viviana Gentile, sono: incrementare la preparazione dello staff in merito alla normativa sanitaria afferente al paziente straniero, migliorare il servizio sanitario nei confronti dei  migranti, aumentare la certezza della cura in fase post-ospedaliera e implementare la diffusione della cultura dell’accoglienza e contrastare i pregiudizi in materia di immigrazione e malattie.
 
Esso vuole essere un elemento di facilitazione del processo di integrazione che avviene attraverso un lento sviluppo socio-culturale in cui lo straniero, pur conservando la propria individualità, aderisce al sistema che lo ospita, lo condivide, partecipa a esso.