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Videosorveglianza, Riccio: ‘Enel taglia corrente per morosità?’

Quando Abramo parla e fa scrivere di videosorveglianza, propinando sempre lo stesso stornello da mesi

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    “Cosa accade quando il sindaco perde il suo naturale pragmatismo e si fa fagocitare dal turbinio della politica fatta di comunicati stampa che a volte denotano una scarsa conoscenza della città, che di certo, e di questo sono sicuro, non può essere imputata a lui? Cosa accade? Accade che il sindaco si perda in gaffe facilmente dimostrabili”. E’ quanto afferma il consigliere comunale Eugenio Riccio.  “Le sue nuove prese di posizione verbali sulle periferie, purtroppo, – scrive Riccio in una nota stampa – e dico purtroppo, fanno a cazzotti con i fatti. Quando Abramo parla e fa scrivere di videosorveglianza, propinando sempre lo stesso stornello da mesi, qualsiasi tipo di problematica gli si ponga davanti, dimentica, volutamente o no, di dire il motivo per il quale molte delle videocamere esistenti non funzionano. Semplice. E’ stata staccata, sembrerebbe, la corrente dall’ente erogatore con molta probabilità per morosità tanto che gli uffici comunali sono dovuti correre ai ripari con una nuova richiesta di “riattivazione”. In parole semplici sembrerebbe che il comune non abbia pagato la società di energia elettrica che ha cessato i contatori. Ma tutto cio’ è normale ? Possibile che la sicurezza dei cittadini sia nelle mani di persone tanto negligenti che contraddistinguono il proprio agire da totale pressapochismo ? E quando il sindaco fa scrivere che sulle periferie alcune competenze sono di altri, non dimentica in fretta quali sono le priorità di un’amministrazione comunale ? E allora se l’erba è alta, se le strade sono sporche, dove la pertinenza è certamente comunale, perchè non iniziare a bonificare facendo del diserbo, raccogliendo la spazzatura.? E’ da queste cose che si misura l’intenzione di un’amministrazione di rispondere alle reali esigenze della gente. Sui quartieri a Sud della città dispiace dirlo, ma oggi nessuno è più credibile. Non lo è l’Aterp e non lo è l’amministrazione Comunale, se vogliamo quest’ultima neanche tanto nella sua componente politica, ma proprio in quella burocratica a cui è demandato il compito fondamentale di essere memoria storica e garantire la continuità amministrativa su alcuni temi. Quindi sindaco Abramo – conclude Riccio –  abbandoni la politica dei comunicati, delle pagine social, delle carte e torni a fare il sindaco della città riappropriandosi del suo naturale pragmatismo imprenditoriale e trovando ad ogni singolo problema una soluzione adeguata e non una soluzione buona per ogni problema”.

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