Costanzo: Maggioranza di ex compagni,‘pentiti’ politici e opportunisti

Il consigliere traccia il passato politico dei capigruppo che hanno firmato il documento contro di lui


Risponde tono su tono alle accuse rivolte a lui dai consiglieri di maggioranza Sergio Costanzo che da un lato si difende, dall’altro circoscrive con date e fatti ciò che a lui viene contestato, riferendosi, sempre citando circostanze definite, anche all’excursus di alcuni colleghi consiglieri. Al centro dello scontro sempre la questione Giovino. “ (…) Io li sfido a smentire che un congiunto di un consigliere di minoranza, il cui voto è stato decisivo per fare vincere Abramo alle provinciali, è stato assunto nello staff del presidente della Provincia. Li sfido a smentire che un consigliere “ballerino”, che firmava comunicati di fuoco assieme a Merante e Triffiletti, è stato ridotto al silenzio con un incarico in una struttura regionale. Per conferma, basterebbe guardare la data dell’incarico!

Li sfido a smentire che su diciotto anni in cui ricopro l’incarico di consigliere comunale, dodici li ho trascorso all’opposizione e solo sei in maggioranza. Di questi i primi quattro sono trascorsi per apprendere il funzionamento della macchina amministrativa.

Li sfido inoltre di fare i nomi e cognomi di chi avrei nominato assessore o a chi avrei indicato per dirigere le compartecipate. Se non lo fanno, rimangono chiacchiere da Bar.

Li sfido a smentire che due uomini-chiave di Abramo sono stati condannati in via definitiva per gravissimi reati e che non potrebbero stare nei posti dove li ha piazzati il “capo” con la complicità della dirigenza comunale e dell’anticorruzione. (…)

Li sfido a smentire che gli “esperti” imposti al malcapitato amministratore dell’AMC, dottor Rosario Colace, persona al di sopra di ogni sospetto, siano “persone della cerchia di Abramo”, il quale, ancora oggi li propina all’AMC, alla Catanzaro Servizi e alla Sorical (…)”

Secondo Costanzo i capigruppo avrebbero firmato un comunicato per ordine di scuderia “Accetto la sfida e vengo alle biografie degli illustri e coerenti capigruppo Cominciamo dal capogruppo di Officine del Sud, Giuseppe Pisano, compagno di lunga memoria, come da lui stesso dichiarato nell’ultimo consiglio comunale,fischiato e definito “traditore” dallo stesso Presidente del consiglio alla sua elezione alle provinciali, candidato alle comunali con Sinistra con Scalzo nel 2011 e SEL nel 2012 a sostegno di Salvatore Scalzo e primo firmatario della denuncia-ricorso contro i presunti “brogli elettorali” dell’alleanza di Abramo. Denuncia-ricorso che portò all’annullamento del voto in 12 sezioni. (…) Ha rinnegato la sua matrice comunista per accasarsi prima in Fratelli d’Italia e oggi in Forza Italia (…).

Passiamo al capogruppo di “Catanzaro con Abramo”, il commercialista, professore e consigliere Rosario Mancuso, eletto nel 2006 nelle liste a sostegno di Rosario Olivo, rieletto a destra con Traversa nel 2011 e di nuovo a sinistra con Scalzo nel 2012, per poi ritornare a destra e convertirsi nel 2017 all’abramismo (…) già nel periodo in cui era formalmente all’opposizione (…)

Agazio Praticò, fedelissimo del senatore Aiello, è stato assieme al suo partito NCD di Alfano sempre a sostegno della sinistra a livello nazionale (governo Renzi, governo Gentiloni) e regionale (giunta Oliverio).

Andrea Amendola, un giorno promotore della raccolta di firme per chiedere la sfiducia del sindaco Abramo e un giorno “imbianchino” delle stanze dell’ assessorato allo sport (…) e con Luigi Levato si sono limitati a seguire le continue “piroette politiche” del loro capo che è stato, caso mai ce ne scordassimo, uno dei principali sostenitori del centro sinistra, prima del Prof. Torchia alle provinciali del 2004, di Agazio Loiero alle regionali del 2005, di Franco Cimino alle comunali del 2006 e di Enzo Bruno nelle provinciali del 2014.

Guardano la pagliuzza negli occhi degli altri e non vedono le travi che hanno nelle loro pupille. Dov’è il centrodestra ? Dove sono i valori della destra ? A Catanzaro ci sono solo due persone, in quella parte politica, che meritano rispetto per la loro coerenza e militanza. Sono Michele Traversa e Wanda Ferro, di cui non rinnegherò mai il rapporto personale e la bella esperienza alla Provincia. Non sono certo questi personaggi dalle biografie piene di ombre o “ricattati”, politicamente parlando, dal “bisogno” delle strutture regionali e provinciali.