Costanzo: ‘Sindaco ritiri ipotesi tripartizione Giovino’

"Se vuole che il convegno pubblico su Giovino del 5 aprile, sia una cosa seria e non l’ennesima presa in giro"

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    Se vuole che il convegno pubblico su Giovino, in programma per il prossimo 5 aprile, sia una cosa seria e non l’ennesima presa in giro, – scrive Sergio Costanzo capogruppo di Fare per Catanzaro – il sindaco ha una sola strada da percorrere: il ritiro immediato della proposta di tripartizione dell’area che maschera una colossale speculazione edilizia nella zona “A” dove si realizzerebbe un massiccio insediamento di centri commerciali e altre attività, in continuità con il Centro commerciale Le Fontane.
    Il 5 aprile bisogna ripartire da zero, con la palla al centro, cancellando il vergognoso blitz tentato dall’assessorato all’urbanistica per aggirare le potenziali norme di salvaguardia del redigendo PSC.
    Una lettura più attenta dei documenti pubblicato sul sito del Comune ci fa capire qual è l’entità della manovra, tutta rivolta a favorire costruttori e proprietari, senza alcuna visione di sviluppo turistico nel quale lo stesso sindaco non crede, stante le sue incredibili dichiarazioni durante la conferenza stampa (“Lido non è Rimini, chi volete che investa da noi”).
    La proposta della tripartizione e la formulazione del cosiddetto “bando internazionale di idee”, riservato ai soli possessori delle aree, è una gigantesca presa per i fondelli.
    Il Comune rinuncia ad avere una sua idea complessiva su Giovino e si affida così alle sole proposte progettuali, singole e non armonizzate, che verrebbero dai privati.
    Noi vogliamo una progettazione unitaria, altamente qualificata, che sia affidata a grandi professionisti dell’urbanistica internazionale, gente che di turismo ne mastica, che rispetta l’ambiente e lo valorizza.
    Noi sogniamo una Giovino polmone verde, con una quota di ricettività alberghiera di qualità, che abbia strutture capaci di richiamare gente da tutta la Calabria, percorsi ambientalisti, piste ciclabili, una città della salute per gli sport all’aperto, strutture per il divertimento, anfiteatri e cinema all’aperto, ristorazione legata al territorio.
    Il tutto servito da una rete di infrastrutture viarie di prim’ordine.
    La strada è questa. Non basta dire no alle villette e alle seconde case, bisogna dire no all’intasamento commerciale della zona A, che significherebbe il definitivo svuotamento delle attività del quartiere Lido.
    Abramo prima del 5 aprile rimuova dal sito del Comune la proposta indecente dell’assessorato all’urbanistica e consenta una discussione a 360 gradi. Non si faccia condizionare da Forza Italia. Il sindaco si è vantato di avere preso le distanze dal suo partito in occasione del Piano Casa. Faccia lo stesso oggi.
     

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