Legambiente su Giovino: ‘Bando internazionale progetti intera area’

Queste condizioni per Legambiente sono le sole che possano portare alla salvaguardia di un’area unica nel Mediterraneo e patrimonio di tutta l’Europa


«Il futuro della costa di Catanzaro non passa per la vecchia idea del cemento come motore di sviluppo, per l’attuazione di vecchi Piani regolatori che avevano come unica logica la risposta a obiettivi immobiliari che si sono rivelati, con il tempo, fallimentari per la crescita di un turismo di qualità, destagionalizzato e capace di creare un valore aggiunto in termini occupazionali». La proposta di Dominijanni arriva dopo l’incontro su Giovino avvenuto ieri. Il presidente di Legambiente Catanzaro ha proseguito: «Occorre cambiare prospettiva per guardare a come valorizzare quest’area, lasciando da parte previsioni urbanistiche senza senso e ragionando del futuro che vogliamo. Proviamo a ragionare degli obiettivi da condividere con tutta la cittadinanza:

1. Abbiamo bisogno di tutelare la linea di costa e la continuità della fascia verde lungo tutta la costa, perché rappresentano un presidio fondamentale per la tenuta della spiaggia dai processi di erosione e da fenomeni meteorologici estremi (alluvioni, cicloni, ondate di calore, etc.) che andranno crescendo in una prospettiva di cambiamenti climatici.

2. Dobbiamo tutelare la continuità paesaggistica tra il mare e le aree interne, perché solo così si riesce a valorizzare l’identità di un territorio come quello di Catanzaro, e la sua particolarità, per puntare a un modello davvero attraente basato sulla qualità. La presenza di un’area ancora libera tra l’insediamento di Giovino e i torrenti Castaci ed Alli è un valore aggiunto di questo territorio e non un vuoto da riempire di alberghi e case.

3. Abbiamo bisogno di ripensare l’accessibilità al mare, valorizzando le potenzialità di cui la costa dispone. In questi anni è cresciuta la domanda di un turismo familiare che chiede spostamenti in bicicletta, verso il mare, e servizi».

«A Catanzaro – ha ribadito Dominijanni che è anche vicepresidente regionale di Legambiente – lungo la linea di costa e verso l’interno è possibile costruire una rete di percorsi ciclabili che può trasformarsi un valore aggiunto, ma non solo per accedere ai servizi, al Porto e alla stazione ferroviaria. Proprio in località Giovino si può immaginare di realizzare una fermata/stazione lungo la linea ferroviaria ionica, da usare in particolare nei mesi estivi immaginando un turismo che si sposta tra i Comuni costieri in modo sostenibile. E che sia anche una stazione di scambio per arrivare con le bici al mare. La riqualificazione del patrimonio edilizio e la realizzazione di attrezzature turistiche capaci di proporre un’offerta davvero di qualità, e destagionalizzata, sono l’unica garanzia per cui lo sviluppo edilizio lasci valore aggiunto al territorio. Oggi il centro commerciale Le Fontane è staccato dal tessuto urbano e allo stesso modo l’abitato di Giovino (in parte abusivo) risulta non finito e in attesa di un progetto di qualificazione. L’errore che non occorre commettere – ha incalzato Dominijanni – è di continuare a costruire nelle aree libere, aggiungendo altre case che rimarranno vuote o alberghi per un’offerta che nessuno vuole. Le priorità dovrebbero essere la realizzazione di pochi interventi alberghieri di qualità a completamento dell’insediamento di Giovino, la realizzazione di interventi turistico/servizi nel tratto tra la ferrovia e la strada statale 106 alle spalle dell’abitato di Giovino».

«Inoltre, il vero cambiamento culturale starebbe nel porre attenzione al patrimonio edilizio esistente la cui scarsa qualità edilizia è uno dei fattori di non appetibilità turistica del territorio. Oggi si possono intercettare incentivi statali per la riqualificazione energetica e antisismica, all’85% di detrazione delle spese, con la possibilità di cessione del credito all’azienda che realizza il lavoro. È fondamentale far conoscere queste opportunità ai cittadini e ai tecnici, semplificando i processi autorizzativi per gli interventi se vogliamo rilanciare Lido. Si può anche potenziare l’offerta turistica legata ai campeggi in località Doganieri, dove ha senso puntare su un’offerta turistica diversa, ecosostenibile e leggera, stagionale e connessa a una pista ciclabile. Intorno a queste sfide si può creare non solo consenso, per la chiarezza del messaggio, ma anche – ha concluso -, tramite i necessari accordi con i ministeri dei Beni culturali e dell’Ambiente, la possibilità di accesso a fondi europei legati proprio alla valorizzazione del territorio in una prospettiva di sviluppo turistico sostenibile».