Le opere de ‘U Ciaciu’ diventino patrimonio permanente della città

La sollecitazione de I Quartieri

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    L’associazione I Quartieri in una nota chiede alle istituzioni di far diventare le opere de U Ciaciu opere permamenti della città

    “Nell’augurare una pronta guarigione a Mastro Saverio Rotundo, in arte “U Ciaciu”, desideriamo proporre pubblicamente all’amministrazione comunale di Catanzaro, nonché a quella provinciale di dare lustro e premiare quello che al momento è uno dei simboli dell’arte e della cultura della Città di Catanzaro.

    Mastro Saverio “U Ciaciu” è nato il 2 giugno 1923 e le sue opere sono state esposte anche  a Expo 2015, mentre qui in casa sua, la città di Catanzaro, chi amministra distrattamente non ha ancora individuato degli spazi permanenti dove esporre le opere del Maestro “U Ciaciu”.

    Mastro Saverio fin da bambino impara l’arte di modellare il ferro frequentando la bottega di un fabbro. È qui che comincia a coltivare la sua passione per l’arte contemporanea e da allora non ha più smesso. Negli anni è stato sempre facile incontrarlo per le vie di Catanzaro, anche di notte, con il suo carrello su cui caricava di tutto: ferro vecchio, legna, oggetti vari abbandonati per strada, per poi portare tutto nel suo laboratorio nel cuore del centro storico e da lì trasformarli in opere d’arte.

    Siamo sicuri che il sindaco Occhiuto nella città di Cosenza avrebbe dato ben altro lustro alla genialità artistica ed alla sensibilità culturale di Mastro Saverio e certamente, senza alcun bisogno di sollecitazioni alcune.

    Pertanto esortiamo il sindaco Abramo ed il distratto assessore alla cultura Cardamone, ad adoperarsi da subito affinché Catanzaro dia lustro alle opere di Mastro Saverio, che rappresenta un simbolo per la cultura della Città capoluogo, e che tutto questo sia, come è giusto, un doveroso riconoscimento ad un artista catanzarese di grande valore, che gode dell’affetto e della simpatia dei suoi concittadini e dell’apprezzamento di tanti appassionati d’arte anche fuori dai confini regionali”.

     

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