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Cuteri e la Catanzaro Bizantina al Circolo Placanica

L'archeologo ospite del mercoledì del circolo

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    Buon amico del Circolo Placanica, Archeologo, docente dell’Accademia delle Belle Arti e cultore e conoscitore profondo di storia Calabra, l’Archeologo Francesco Cuteri ha vestito il Mercoledì del Circolo con una traversata lunga un millennio, dalla fondazione della nostra Città, proprio intorno all’anno 1000, ai nostri giorni. Il Presidente del Circolo, Venturino Lazzaro, ha voluto iniziare un percorso, dettato dalle prossime scadenze elettorali, e proiettato verso un orizzonte Europeo, proprio dalla nostra Città e in particolare dalle sue origini, e che negli appuntamenti delle prossime settimane amplierà sempre di più l’angolo di visuale per condurci su un terreno  meno locale e sempre più continentale, vasto e condiviso. La storia è fatta di incroci, intrecci, ricami e snodi culturali che spesso (o occasionalmente) trovano una sintesi in luoghi e tempi inattesi, in forme e declinazioni impreviste e imprevedibili, ma che a volte assumono il ruolo di fonte e di pietra di paragone per altri intrecci, per altre storie, per altre culture. E’ quello che è successo per Roma, per Cartagine, per Bisanzio. Dalla cultura, dalle esperienze e dalle pulsioni espansionistiche di quet’ultima è nato un frutto maturo e succosissimo che ha portato alla colonizzazione di vaste aree bagnate dal Mediterraneo, e tra queste la nostra Calabria. Cuteri ha raccontato una storia di viaggi, di interessi culturali ed economici, di prevaricazioni e di tradizioni, di invasioni e di arroccamenti, di spostamenti e di persone che con il loro rincorrersi e succedersi hanno dato luogo a quello stratificarsi di abitudini e culture proprie della nostra città e della nostra popolazione. Catanzaro, i suoi fondatori, le loro provenienze e i loro scopi e destini sono stati raccontati da Cuteri per un uditorio grato, soddisfatto e interessatissimo. Abitiamo una Città ancora oggi sconosciuta, con un passato lungo e forse ricchissimo. Una città che non riesce ancora ad avviare una (orgogliosa) ricerca della propria storia, della propria cultura, della propria ricchezza. 

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