Visita ai ‘Sepolcri’: non un semplice rito ma un momento di fede

Un via vai di fedeli per le vie del centro e nei quartieri di Catanzaro GUARDA LE FOTO DEI SEPOLCRI A CATANZARO

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    Secondo l’usanza popolare ogni fedele doveva visitare i “Sepolcri” in numero dispari, un minimo di cinque, come le piaghe di Cristo, o sette, quanti sono i dolori della Madonna, ma aldilà delle antiche usanze popolari, che spesso non trovano riscontro nella dottrina cattolica, quello che è certo è che, ogni anno, la visita ai “Sepolcri” per i catanzaresi non rappresenta un semplice rito da rinnovare ma un momento molto sentito, vissuto con trasporto e devozione, che ieri sera ha animato ancora una volta le vie del centro e dei quartieri della città con il tradizionale via vai di gente che, chiesa dopo chiesa, si è soffermato in preghiera. File silenziosi di fedeli hanno sfilato così davanti ai “Santi Altari della Reposizione” (questa la loro corretta denominazione) dove, dopo la messa in “Coena Domini”, è stato deposto Gesù Eucarestia, simbolo di vita e resurrezione. Ogni parrocchia ha addobbato in modo solenne gli altari con le tradizionali piantine di semi di grano, fatte germogliare al buio proprio a simboleggiare il passaggio dalle tenebre della morte di Gesù alla Sua Resurrezione, poi candele, drappi e fiori, scegliendo a volte una frase o un tema su cui far riflettere i fedeli in adorazione. Veglie di preghiera, canti e momenti di silenzio hanno accompagnato i fedeli che hanno così avuto la possibilità di fermarsi, raccogliersi e pensare, alternando momenti di preghiera comunitaria a momenti di preghiera intima e personale per contemplare Gesù Eucarestia. La notte del Giovedì Santo, così carica di preghiera e devozione, cede ora spazio al Venerdì Santo, nella quale i fedeli potranno rivivere la Passione e la Morte di Gesù Cristo ripercorrendo le stazioni della Via Crucis. In centro città questo pomeriggio l’appuntamento è con la Naca, mentre negli altri quartieri di Catanzaro le diverse parrocchie, come ogni anno, hanno organizzato la Via Crucis animata da canti e preghiere.

    Maria Teresa Rotundo

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