Al Circolo Placanica Giovani federalisti europei

Nuovo importante mercoledì culturale del circolo catanzarese

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    Giovani, preparati e convintamente europeisti, gli ospiti di questa settimana che nel Mercoledì del Circolo hanno dato una lettura lucida e interessante della struttura e della evoluzione della letteratura in un mondo, ed una Europa, dai confini sempre più labili e fatalmente “porosi”. Continua così il percorso di avvicinamento alle elezioni europee che il Circolo Placanica ha intrapreso nel tentativo virtuoso di attualizzare degli interessi culturali che altrimenti rischiano di rimanere sterili e fini a se stessi. Il Presidente Venturino Lazzaro, introducendo la serata ha voluto motivare la presenza dei giovani federalisti europei e l’argomento trattato, sostenendo come l’Europa burocratica e il suo “taglio” esplicitamente economico, difficilmente darà luogo a quella Europa politica che i suoi fondatori sognarono all’indomani della seconda guerra mondiale, se non attraverso un processo di identificazione, accettazione ed integrazione culturale. Gloria Sorrentino e Mariasophia Falcone, da parte loro, alla luce di una indagine accurata e originalissima, hanno quindi dato la loro lettura dapprima di come l’idea di Europa e di centro culturale mondiale si sia evoluto negli ultimi due secoli, e poi di come un mondo finalmente post-coloniale sia stato fatalmente attraversato da una diversa idea di cultura e di letteratura, non più unidirezionale ma multicentrica, senza più un unico punto di riferimento geografico ma multipolare, senza più una lingua e una tradizione culturale di riferimento, ma decisamente globalizzata. Discorso interessante e complesso, reso fruibile e ben esplicitato dalla lettura di alcuni brani letterari provenienti da epoche e culture diverse che Marta Parise e Benedetto Lazzaro hanno interpretato con letture efficaci ed espressive. Si è parlato di inclusione culturale come occasione di arricchimento, ma anche di arroccamento e respingimenti come espressione di sovranismi emergenti, di esigenza di identificazione e di tolleranza che stenta a diventare accettazione, di multiculturalismo possibile e di fatale globalizzazione, in un mondo che invertendo una tendenza che sembrava chiarissima, sembra improvvisamente non accettare più quel processo di naturale mutamento, commistione e trasformazione che da sempre ha caratterizzato la nascita e lo sviluppo dei popoli e delle culture.  Una serata ricca e coinvolgente, dal taglio originale che a fronte della giovane età dei relatori ha dato una visione “saggia” più che fatalista dei processi sociali e culturali in atto nel mondo e che difficilmente saranno arginati da cieche preclusioni e da sterili negazionismi. 

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