Petronà, 200 firme per il nuovo regolamento sull’uso civico del legno

Sono state consegnate ieri in Comune

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    Una petizione con  duecento firme e un solo chiaro intento:  no al nuovo regolamento  sull’ uso civico del materiale legnatico. Senza indugi.

    Duecento cittadini di Petronà non hanno celato nome e cognome nel ribadire, ancora una volta,  che non condividono quanto  scritto nel regolamento comunale per la raccolta della legna da ardere. La raccolta firme è stato consegnata ieri, mercoledì 24 aprile 2019, presso l’ufficio segreteria del Comune di Petronà. L’hanno promesso, l’hanno fatto: nero su bianco in poco più di venti giorni per un messaggio inequivocabile. Nella premessa dell’istanza  si legge che non piacciono i vincoli, men che meno i modi e i tempi del nuovo regolamento comunale che disciplina la raccolta della legna dei boschi. Sono le stesse obiezioni palesate ai  responsabili della cosa pubblica petronese nell’incontro dell’11 aprile scorso. Il nuovo regolamento, licenziato dai Commissari straordinari nella seduta del 25 Marzo scorso e in vigore  dal 12 aprile 2019,  postula che la legna va raccolta da ottobre a marzo e  non si può oltrepassare il limite dei 10 quintali di materiale legnatico. Non mancano altri divieti.  I duecento cittadini firmatari giudicano  il regolamento come “fortemente limitativo in paesi di montagna e in tempi di crisi”, auspicando l’introduzione di significative  modifiche per l’esercizio di un diritto di godimento riconosciuto dalla legge.

    L’elenco delle rivendicazioni dei cittadini di Petronà è lungo:  eliminazione del limite di raccolta dei 10 quintali; cancellazione dell’impraticabile stagione silvana; confronto anche su legna verde divelta da intemperie e uso motosega solo per depezzatura materiale legnatico. Dal Comune di Petronà, primo responsabile il Commissario prefettizio Fabrizio Gallo, hanno già fatto sapere che il nuovo regolamento “può essere rivisto nel rispetto della normativa in materia di silvicoltura” e non è procrastinabile in quanto  si prefigge l’’intento di “preservare biodiversità e area protetta,  prevenire illeciti e mettere ordine alla datata normativa preesistente”. Delle due una: o si apre un confronto serrato  tra le parti o non ci sarà spazio per il dialogo.

    E.B.

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