Maria Morelli: ‘Casa è sempre il posto giusto, anche qui a Catanzaro’

Concita De Gregorio sceglie per il suo blog su Repubblica la lettera di una giovane catanzarese, emigrata culturale, ma felice di aver riscoperto in città la potenza di entrare in un 'vecchio'cinema diventato per una sera teatro

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    di Giulia Zampina

    Ha colpito anche Concita De Gregorio la storia raccontata con semplicità ma tanto amore da Maria Morelli, 28enne catanzarese. (LEGGI)

     Lei, come tanti giovani, come il fratello Stefano, emigrati culturali di una terra non sempre generosa nei confronti dei giovani, ma ugualmente amata da loro che ogni tanto tornano per realizzare, anche se con un po’ più di difficoltà, ciò che altrove sembra più sempliceCercavo ieri una lettera, tra le tante, di una ragazza o un ragazzo che dicessero cos’è per loro il 25 aprile  – scrive Concita De Gregorio nel suo Blog di Repubblica  Che non è un derby, né una festa di estremisti ma quel passaggio della storia d’Italia che fa di noi quelli che siamo, o che potremmo essere. Questa di Maria che torna a casa e dopo tanto tempo va a teatro non c’entra con la Liberazione, ma c’entra. I bisnipoti di quei bisnonni, eccoli.

    LA STORIA DI MARIA. UGUALE A QUELLA DI TANTI GIOVANI DEL SUD. “Ho 28 anni, nata a Catanzaro ed emigrata da ormai 10 anni alla ricerca di opportunità tra il centro e il nord d’Italia. Dopo la laurea ho avuto subito la fortuna di essere stata chiamata come insegnante in un liceo della Brianza, a Seregno. Tra le mie fortune ho avuto anche quella di avere sempre con me, nel corso di questi anni fuori casa, uno dei miei fratelli, Stefano, preziosissima guida e compagno di viaggio. Ho altri tre fratelli che vivono sparsi per il mondo tra Pisa, Lussemburgo e Boston”.

    LA SENSAZIONE DI FELICITA’ QUANDO L’AEREO O IL TRENO LA RIPORTANO A CASA. “Una storia che accomuna tanti giovani come noi, del Sud d’Italia e non solo. Provo una sensazione di felicità quando finalmente mi sistemo sull’aereo o sul treno che mi riporterà a casa. Il mio animo si alleggerisce nella sicurezza di trovarsi nel posto giusto. Qualche giorno fa sono tornata per le lunghe vacanze scolastiche e, come tutte le volte, mi ha accolto nella mia città la stessa triste sensazione di sempre, come se in questo posto nulla sia fatto per cambiare”.

    LO SPETTACOLO DI ZTL E LA POTENZA DI UN CINEMA DIVENTATO TEATRO PER UNA SERA “Invece, passeggiando sul corso, mi ha sorpreso una scritta davanti uno dei pochi cinema sopravvissuti: ‘Ztl’, ‘Zona Transitoriamente Libera’. Un progetto nato da alcuni ragazzi coraggiosi, che credono nella possibilità di fare qualcosa per il luogo che li ha cresciuti. Era uno spettacolo teatrale previsto per quella sera. Non entravo in un teatro da un po’ e ne avevo dimenticato la potenza. Appena mi sono seduta sulla poltrona rossa, tra amici di antica data, davanti al palcoscenico ancora chiuso nel teatro pieno ho improvvisamente respirato quell’aria di cui sono sempre alla ricerca. Dovevo solo essere lì. Su quella poltrona”.

    APRIAMO LE PORTE E TENIAMOLE SEMPRE APERTE. “Due uomini. In una stanza, superstiti. Attorno a loro un destino tragico ha sommerso l’umanità. Due uomini semplici, con addosso il senso di colpa di chi è sopravvissuto, che non sanno come passare il loro tempo. Oltre a lottare contro formiche che invadono il loro squallido posto. Cosa fare? Dove andare? Stare insieme o separati? Cambiare, cercare, o rimanere? Due uomini. Una rappresentazione che ci mette in moto, anche restando fermi. E poi la fine, o meglio una delle possibili fini: non abbiamo risposte, ma possiamo almeno tenere la nostra porta aperta. Così ho pensato: una scena assurda che sa essere più reale della realtà. Apriamo tutte le nostre porte. E teniamole sempre aperte”.

     

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