Ambiente, avviata la reintroduzione della coturnice

Iniziativa dell'Ambito Territoriale di Caccia Catanzaro 1 col supporto di tecnici e cacciatori volontari

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    Su iniziativa dell’Ambito Territoriale di Caccia Catanzaro 1 e col supporto di tecnici e cacciatori volontari, è stata avviata in diverse aree vocate del territorio della Provincia la reintroduzione della coturnice. Chi sceglie di rispettare e di salvaguardare l’ambiente garantisce un’eredità degna di questo nome ai propri figli, e anche a quelli degli altri e consente la sopravvivenza di alcuni selvatici che hanno con il proprio habitat naturale una simbiosi imprescindibile. Uno di questi selvatici è la coturnice (alectoris graeca). Fino a una cinquantina di anni fa la coturnice era un volatile piuttosto comune, molto apprezzato e ritenuto dalla maggioranza di chi lo incontrava, schivo, coloratissimo e simpatico. Oggi le cose stanno diversamente, la coturnice è difficilmente individuabile in natura e là dove ancora vive sono state messe in moto una serie di provvedimenti per la sua tutela e per la salvaguardia dell’ambiente.

    La coturnice è un uccello in via di estinzione. Eppure ci sono speranze: con una gestione attenta della fauna e dell’ambiente l’Atc punta ad insediarlo in maniera stabile. Si tratta di un galliforme della famiglia dei fasianidi. Le dimensioni sono medie, la forma massiccia, dotata di un becco corto e che tira verso il basso. La coda ma anche le ali sono arrotondate e brevi, mentre nel maschio i tarsi sono dotati di una specie di sperone. I colori sono molto belli e qualcuno si è divertito a definire la coturnice come un pollo sì, ma selvatico. Vive preferenzialmente a terra e preferisce riunirsi in gruppi di circa 10 elementi dette comunemente brigate.

    E’ in grado di spostarsi anche molto velocemente se minacciata, ma quando è necessario si cimenta in voli fulminei che accarezzano i pendii montagnosi. Il suo stacco da terra è rumoroso, ma la sua lunga planata è bella ed elegante. Ama abitare pendici soleggiate, rocciose, sassose, meglio se alternate da cespugli di vegetazione a basto fusto o boschetti poco folti: tra le aree destinatarie prescelte per l’azione di reintroduzione, il Commissario dell’Atc Francesco Pisano segnala quella della Riserva naturale regionale delle Valli Cupe delle Valli Cupe, istituita con la Legge regionale 27 dicembre 2016, n. 41. Solo la popolazione più anziana ricorda tale canto che dai prossimi giorni tornerà, dopo decenni, ad echeggiare ed a caratterizzare la straordinaria bellezza del sito.

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