Omicidio Falvo, dall’amicizia all’accoltellamento foto

Dissidi personali tra la vittima e il presunto assassino, il trentenne Giuseppe Arabia ACCOLTELLATO A MORTE (IL VIDEO)

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    di Giulia Zampina e Antonio Capria

    Un’amicizia di lunga data quella tra Cesare Falvo, cinquantenne vittima dell’omicidio consumatosi ieri sera a Miglierina, e Giuseppe Arabia, il trentenne che lo avrebbe accoltellato all’addome. Un’amicizia e un legame che si sarebbero rotti per questioni personali che Arabia non avrebbe sopportato. Per questo ieri pomeriggio i primi dissidi tra i due, che non sarebbero riusciti ad arrivare ad un chiarimento, neppure durante l’ultimo tentativo, ieri sera, poi sfociato in tragedia. Arabia va a casa di quello che oramai era diventato nel giro di poche ore un ex amico, la rabbia non trova più sfogo solo nelle parole e il trentenne, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, sferra il colpo mortale verso Cesare Falvo che, portato in ospedale, muore poco dopo. Arabia scappa gettando il coltello sulla strada, ma i militari della stazione di Marcellinara, guidati dal maresciallo Antonio Magisano, lo rintracciano. L’uomo non oppone resistenza consegnandosi ai carabinieri, che lo trasferiscono nella stazione di Marcellinara per gli adempimenti di rito. Sul posto anche i militari della compagnia di Catanzaro guidati dal capitano Antonino Piccione e quelli del nucleo radiomobile agli ordini del tenente Alessandro Genovese, oltre ai militari della scientifica e al magistrato di turno, il sostituto procuratore Andrea Giuseppe Buzzelli. Nella notte i carabinieri hanno sentito nella stazione di Marcellinara anche familiari e conoscenti della vittima per ricostruire quanto accaduto. Dopo alcune ore il trasferimento del presunto autore del delitto nel carcere di Siano.

     

    IL COMUNICATO UFFICIALE DI CARABINIERI: Sono circa le 21 circa di un venerdì sera quando alla Centrale Operativa della Compagnia di Catanzaro giunge una chiamata dal 118: un uomo sta giungendo in ospedale preveniente da Miglierina; poco prima è stato attinto con una coltellata all’addome nei pressi della sua abitazione del Comune presilano. Immediatamente l’operatore attiva tutti i servizi sul territorio: bisogna capire in fretta cosa è successo, fattore che si rivelerà determinate nella risoluzione del caso. Subito vengono acquisite le prime informazioni: il ferito è Cesare FALVO, pregiudicato, cl. 69, di Miglierina (CZ). E’ grave poiché ha ricevuto una coltellata in pieno stomaco sferrata da un soggetto presentatosi di fronte casa sua per discutere di qualcosa. In casa c’era anche la compagna di Falvo. Sono le dichiarazioni di quest’ultima unitamente ad altre poi raccolte da ulteriori persone in grado di riferire circostanze utili alle indagini, a far si che i militari concentrino ogni sforzo per l’immediato rintraccio di ARABIA Giuseppe,​ trentenne pregiudicato, cl. 89, originario di Amato ma domiciliato a Miglierina con la compagna. E’ fuggito in auto ed è momentaneamente irreperibile. Già con pregresse vicende penali alle spalle, è soggetto ben noto ai militari della Stazione di Marcellinara e al loro comandante che conosce bene ARABIA Giuseppe e confida di rintracciarlo presto. Dopo serrate ricerche la svolta. Il Comandante di Stazione, che si trova presso l’abitazione di ARABIA Giuseppe ove vi è la compagna, contatta telefonicamente l’uomo. Instaura un pacato dialogo, lo tranquillizza, e infine lo convince a desistere e a farsi trovare. Di lì a poco i militari rintracciano infatti l’ARABIA poco distante da casa. Dopo un primo momento di reticenza, messo alle strette dai militari, riferisce subito che è stato lui a PUGNALARE Cesare FALVO. L’uomo confessa tutto e su indicazioni dello stesso i militari​ trovano anche l’arma del delitto, un grosso pugnale da sub, con lama di circa 20 cm, di cui l’uomo si era disfatto. Sulla base delle dichiarazioni fornite, Arabia è stato pertanto sottoposto d’iniziativa a fermo di indiziato di delitto e condotto presso la Casa Circondariale di Catanzaro a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Dott. Andrea Giuseppe Buzzelli che ha assunto la direzione delle indagini, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica Dott. Nicola Gratteri e del Procuratore Aggiunto Dott. Vincenzo Capomolla. Resta da accertare il movente del delitto. Intanto l’autovettura usata per la fuga e il coltello sono stati posti sotto sequestro per gli accertamenti tecnici del caso. In particolare il coltello sarà inviato al RIS per l’estrapolazione del DNA della vittima.​ ​ 

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