Il Ponte Morandi: ‘Ampliare marciapiedi a via Piave’

La proposta al sindaco del presidente dell'associazione Elio Mauro 

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    “Finalmente, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Sergio Abramo, ha inteso far ristrutturare i marciapiedi di via Piave, da più tempo fatiscenti nonché ridotti a frantumi. Situazione più volte segnalata sui quotidiani dall’associazione di cui mi onoro di rappresentare. Essendoci trapiantati alberi secolari, le radici, da tempo fuoriusciti, hanno invaso e frantumato tutta la pavimentazione, rendendo il passaggio pedonale molto pericoloso”. Lo scrive in una nota stampa Elio Mauro Associazione Culturale Ponte Morandi

    Da quanto si evince, essendomi recato sul posto, pare che la stessa Amministrazione abbia dato le direttive di far trapiantare ulteriori alberi in sostituzione di quelli estrapolati. Decisione lodevole, non avrei avuto nulla da obiettare in merito a quanto deciso da chi detiene le competenze,  se non fosse per il solo motivo che: sia gli alberi che verranno trapiantati, nonché i pali della pubblica illuminazione presenti sul posto ed in linea con gli stessi alberi, essendo collocati al centro, intralciano il passaggio di eventuali portatori di handicap in carrozzina, mamme con eventuali passeggini, dove gli stessi si vedrebbero costretti a scendere dai marciapiedi ogni qual volta si raggiungono alberi o pali, per poi risalire, quindi un continuo sali scendi che creerebbe non poche difficoltà agli stessi pedoni. Se poi si aggiunge che esistono i parcheggi a raso con gli stessi marciapiedi le difficoltà, per chi si vedrebbe costretto a scendere per poi risalire, aumenterebbero.

    Per quanto sopra descritto, chiedo al sindaco Abramo di prendere atto per l’attuale situazione esistente, per poter valutare un eventuale ampliamento degli stessi marciapiedi, dal momento che esiste ancora un cantiere aperto, rendendoli a norma di legge, restituendo nello stesso tempo ai cittadini la dovuta sicurezza, un servizio che noi cittadini doverosamente e puntualmente contribuiamo ad onorare”.

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