Addio a Pollichieni, la Calabria in lutto. I messaggi di cordoglio

Ieri sera la grave perdita per il mondo del giornalismo calabrese

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    La scomparsa di Paolo Pollichieni rappresenta una grave perdita per il giornalismo calabrese che vedeva in lui un punto fermo nella garanzia di un’informazione realmente legata all’interesse collettivo. Ci mancheranno le sue critiche costruttive, i suoi appunti e le sue rigorose analisi di stampo politico e sociale  – a parlare e il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo – che hanno contribuito a tenere sempre alto il livello di attenzione dell’opinione pubblica su temi fondamentali. Grazie alla sua esperienza pluriennale da caposervizio e direttore di testate e agenzie di stampa, Pollichieni è stato una vera guida per tanti giornalisti calabresi ai quali mancherà la sua voce libera, democratica e pluralista. Ai familiari desidero esprimere la più sentita vicinanza e il mio profondo cordoglio insieme a quello dell’intera amministrazione”.

    “La Calabria ha perso un giornalista di razza e un grande protagonista della vita pubblica. Paolo Pollichieni ha contribuito a ridestare l’attenzione dei cittadini e ad alimentare lo spirito critico della collettività sui temi più scottanti per la nostra regione”. Lo afferma, in una nota, il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto. “Paolo era un calabrese – prosegue Irto – orgoglioso delle sue radici. Una terra, la sua Locri, nella quale ha mosso i primi passi da cronista in una fase storica caratterizzata dalle faide e dallo strapotere dell’anonima sequestri. Anche per questo Pollichieni è diventato un punto di riferimento nel giornalismo impegnato contro la ‘ndrangheta. La sua scomparsa, dopo la dura lotta contro la malattia che ha affrontato con dignità, lascia un grande vuoto. Alla moglie Giovanna, ai figli Pietro e Luciano e alla redazione del Corriere della Calabria esprimo tutto il mio cordoglio”.

    “Con profondo sconcerto e incredulità apprendo della prematura scomparsa di Paolo Pollichieni, professionista per il quale ho sempre nutrito stima sincera e di cui fatico a pensare che non sia più tra noi”. E’ quanto afferma, in una nota, il sindaco Mario Occhiuto. “Fuori da ogni retorica, Paolo era davvero quel che si dice un cronista di razza – aggiunge Occhiuto – capace di raccontare sia fatti di politica che di ‘ndrangheta, per esempio, col piglio di chi sa veramente il mestiere. Non a caso era un riferimento di credibilità per gli stessi amministratori che finivano nella sua lente di ingrandimento o nelle sue interviste. Mancheranno le disamine e le attente analisi critiche, in particolare sulla realtà calabrese. Il mio pensiero, oltre che alla moglie ai figli, attorno a cui ci stringiamo, va all’editore del Corriere della Calabria, Paola Militano, e ai tanti cronisti che si sono alternati nelle redazioni da lui dirette, perché in Paolo Pollichieni hanno potuto trovare un padre che lascia nei suoi insegnamenti una bussola da seguire”.

    “In una notte di maggio se ne va uno dei giornalisti più acuti ed influenti della Calabria, un uomo, Paolo Pollichieni, che ha saputo raccontare il mondo racchiuso nei confini della nostra regione, riuscendo sempre a dare una lettura profonda dei fatti”. Così, in una nota, Confcooperative Calabria “esprime il proprio cordoglio alla famiglia del direttore Pollichieni, a tutti i colleghi e gli amici che gli sono sempre stati accanto, all’editore e alla cooperativa News&Com con cui ha sviluppato gli ultimi progetti editoriali. La Calabria perde una penna eminente, il mondo del giornalismo uno dei suoi protagonisti”.

     “Con Paolo Pollichieni – dichiara il presidente degli industriali calabresi Natale Mazzuca – scompare un giornalista di razza, acuto, brillante ed attento. Con il Corriere della Calabria, di cui era direttore, trasformando il settimanale di inchiesta ed approfondimento in un giornale online, ha anticipato, insieme alla sua redazione, il modo di fare giornalismo sul web, al punto da farlo diventare un riferimento importante per l’opinione pubblica, per chi volesse aggiornarsi in tempo reale, approfondendo tematiche legate allo sviluppo del territorio. Gli industriali calabresi – conclude Mazzuca- si uniscono al cordoglio della famiglia, dei giornalisti ed operatori della redazione del giornale e dell’editore Paola Militano”.

    “La scomparsa di Paolo Pollichieni è una grave perdita per il giornalismo. Se n’è andato un professionista di grande spessore che si è speso fino all’ultimo per un’informazione oggettiva e plurale, che ha saputo raccontare il territorio calabrese con rara intelligenza e profondità, una voce libera e scomoda per gli apparati di potere, un maestro che ha formato tanti nuovi giornalisti e un punto di riferimento per il dibattito politico e sociale in Calabria, regione spesso vittima della paura, della cultura del silenzio e di una scarsa coscienza della propria identità”. Lo affermano, in una nota, i parlamentari del Movimento Cinque Stelle Bianca Laura Granato, Francesco Sapia, Paolo Parentela e Giuseppe d’Ippolito. “Pollichieni era uno che pubblicava le notizie – proseguono i parlamentari del M5s – le cercava, le sapeva, le aveva prima degli altri. Non faceva sconti a nessuno e credeva nel ruolo del giornalismo coraggioso per l’emancipazione della Calabria, piegata da vecchie logiche di subordinazione, dalla fame di potere di buona parte della politica, dai ricatti e favori di palazzo e dall’inadeguatezza e improntitudine di dirigenti subdoli e trasformisti. Pollichieni ha creato il Corriere della Calabria, che, grazie alla sua figura e ai giovani cresciuti sotto la propria guida, è diventato organo di primo piano per la cronaca e l’approfondimento su tutti i temi di interesse pubblico. Siamo vicini alla famiglia del giornalista e ai suoi collaboratori”.

     “Con la morte di Pollichieni, la Calabria e il giornalismo calabrese – afferma l’ex parlamentare Costantino Fittante – perdono una voce libera sempre attenta alle problematiche che affliggono la nostra regione e impegnato nel dare un fattivo contributo alla domanda di sviluppo dei territori e di istituzioni efficienti e trasparenti. Ci mancherà e lo ricorderemo come persona e come giornalista. Sincere condoglianze alla famiglia e ai giornalisti calabresi e in particolare a quelli del Corriere della Calabria ai quali non possiamo che chiedere di proseguire la sua opera come espressione migliore per onorarlo”.

    Ci lascia un grande giornalista, capace di raccontare le contraddizioni di una regione difficile. Cronista di valore e direttore coraggioso, Paolo Pollichieni ha allevato generazioni di giovani talenti dell’informazione. Spetta a loro adesso continuare il lavoro di Paolo”. E’ quanto afferma il presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri. “Ci sentiremo tutti – aggiunge Algieri – orfani di una firma autorevole. Ci mancheranno i suoi articoli e la sua rubrica. Mi unisco al cordoglio della famiglia, della redazione del Corriere della Calabria e dell’editore Paola Militano”.

      “La notizia della morte di Paolo Pollichieni arriva all’improvviso e lascia attoniti tutti i calabresi. La sua professionalità, il suo impegno e la sua passione sono stati fondamentali per il racconto quotidiano della Calabria”. E’ quanto afferma, in una nota, il senatore del Pd, Ernesto Magorno. “Paolo Pollichieni è stato il faro – prosegue Magorno – per tanti giovani giornalisti, per tanti ragazzi che si sono avvicinati a questo mondo di cui lui era uno dei principali esponenti. Il suo impegno è stato fondamentale per la crescita del Corriere della Calabria che oggi è un cardine dell’informazione calabrese. L’avevo visto dopo il delicato intervento al Gemelli, un incontro in cui avevamo parlato di tante cose e che era terminato con un forte abbraccio. La mia vicinanza alla famiglia e a tutta la redazione del Corriere della Calabria”.

    Con la scomparsa di Paolo Pollichieni – afferma Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria – se ne va una parte di Calabria migliore. Quella vera che ha raccontato senza filtri e senza timori reverenziali trasmettendo l’essenza più profonda della nostra terra. Mi stringo al dolore della famiglia e rivolgo un abbraccio carico di stima e vicinanza a tutti i componenti della redazione del Corriere della Calabria ed all’editrice Paola Militano”.

    “La scomparsa di Paolo Pollichieni lascia un vuoto enorme nel mondo dell’informazione calabrese”. Così Michele Sapia, segretario generale di Fai Cisl Calabria. “Il suo modo di raccontare la nostra regione con le sue contraddizioni e le sue potenzialità – sostiene Sapia – lo rendevano uno dei protagonisti più coraggiosi che abbiano attraversato la storia recente de giornalismo calabrese. A nome mio e di Fai Cisl Calabria esprimo vicinanza alla famiglia, alla redazione del Corriere della Calabria e all’editrice Paola Militano per la perdita di una figura così importante”.

    “Apprendo a Roma della morte dell’amico Paolo Pollichieni. Una perdita che mi addolora”. Lo afferma, in una dichiarazione, Agazio Loiero, ex ministro, parlamentare e presidente della Regione. “Sono andato a trovarlo – aggiunge – nella sua casa a Roma prima di Pasqua perché sapevo che non era messo bene in salute. Anche se l’ho trovato come sempre reattivo e ottimista. Era sicuramente la famiglia, la moglie Giovanna e i suoi figli Luciano e Pietro, dei quali andava fiero, la sua forza. Pollichieni aveva professionalmente alcune qualità abbastanza rare: era combattivo e andava fino in fondo alle cose che col suo fiuto scopriva e soprattutto aveva coraggio. Qualità, quest’ultima, non molto diffusa nel nostro Paese. Con la sua redazione, che difendeva sempre e comunque, conduceva battaglie di verità nel nostro difficile territorio. Sul piano umano poi, se ti sentiva amico, ricambiava con uno slancio e una generosità non comuni. E la sua amicizia era per sempre, non come quelle labili e volatili che spesso si riscontrano nella vita”. “Da oggi il giornalismo calabrese, ma anche quello nazionale, – conclude Loiero – sarà più povero. Riposa in pace, amico mio”.

    “Non è semplice per me dire addio a Paolo Pollichieni. Chi come me ha scelto di dedicare la propria vita alla politica, sa di avere tanta gente vicino, ma pochi veri punti di riferimento”.  Lo scrive Wanda Ferro deputato Fdi.  Paolo era uno di questi. Perché aveva solo un volto, e solo una parola. Doti, queste, che sono ancora oggi quasi un lusso per chi in Calabria esercita una professione a continuo contatto con il potere. Io ho sempre letto in queste sue qualità il segno di una forza caratteriale, di una ricchezza interiore, di un disinteresse quasi sprezzante per gli interessi materiali, che rappresentano ciò che più di tutto è capace di alimentare la libertà di un uomo. Ed è per questo che per me è importante il ricordo del profilo umano di Paolo, che ho avuto il privilegio di sentire vicino soprattutto nei momenti per me più difficili, e dal quale ho tratto tanta della forza e della determinazione di cui ho avuto bisogno. Il mio saluto è quindi un messaggio di immensa gratitudine per l’uomo, prima ancora che per il giornalista. Come calabrese, però, piango anche la scomparsa di un giornalista vero, coraggioso, rigoroso, corretto, che ha avuto sempre come unica guida la verità e l’ostinatezza dei fatti. Parlavo della sua libertà, che gli consentiva uno stile ironico e tagliente davanti agli episodi di malaffare, ai privilegi e alle meschinità di una classe politica famelica ed autoreferenziale. Ma voglio citare la sua determinazione nel raccontare gli affari della ‘ndrangheta, la sua forza oppressiva e pervasiva, le sue devastanti ripercussioni sulle possibilità di sviluppo del territorio, ma anche nel parlare di quella zona grigia in cui la criminalità si incontra con i professionisti, con la politica, con i pezzi deviati delle istituzioni. Il suo lavoro d’inchiesta, caratterizzato da una profonda conoscenza dei fatti e da una rigorosa attività di verifica, è sempre stato una preziosa fonte di informazioni e un continuo stimolo per chi ha assunto la responsabilità di governare la cosa pubblica. A rendere un po’ meno dolorosa questa perdita, umana e professionale, la sua capacità di trasmettere a tanti giovani giornalisti il suo metodo di lavoro e i valori di un giornalismo libero e rivolto al solo interesse della ricerca della verità e della garanzia del diritto dei lettori ad essere correttamente informati. Rivolgo un sincero sentimento di cordoglio ai suoi familiari, e anche ai suoi collaboratori che, lavorando al suo fianco per gran parte del tempo, hanno rappresentato una seconda famiglia. Per questo mi stringo in un affettuoso abbraccio all’editore del Corriere della Calabria Paola Militano e a tutti gli splendidi giornalisti e collaboratori della sua redazione”.

    “Con la dolorosa scomparsa di Paolo Pollichieni se ne va un pezzo importante del giornalismo calabrese che ha lasciato un’impronta indelebile nel raccontare l’attualità del nostro territorio negli ultimi decenni”. Lo scrive il gruppo Catanzaro da Vivere nel rappresentare anche il pensiero dell’on. Piero Aiello e del consigliere regionale Sinibaldo Esposito. “Con sguardo attento e sempre lucido sulle vicende che hanno caratterizzato la nostra storia recente – continuano – Pollichieni ha interpretato il mestiere del giornalista senza mai mettere da parte l’arma della critica, a volte anche in modo severo, e tenendo sempre al centro delle proprie analisi l’interesse del lettore. Grazie alla sua coraggiosa direzione, tanti giornalisti hanno potuto compiere un percorso di crescita facendo propri i suoi preziosi insegnamenti. Il mondo dell’informazione perde, dunque, un autentico punto di riferimento. In questo momento difficile ci stringiamo attorno al dolore della moglie e dei figli a cui esprimiamo le più sincere condoglianze”.

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