Appalti: indagati Adamo, Oliverio ed Occhiuto (TUTTI I NOMI)

Sono venti gli avvisi di garanzia nell'inchiesta condotta da procura, guardia di finanza e carabinieri sui lavori della metro e dell'ospedale di Cosenza

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    di Antonio Capria

    Ci sono i nomi dell’attuale presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, aspirante candidato governatore per Forza Italia, e dell’ex consigliere regionale Nicola Adamo, tra quelli dei venti destinatari degli avvisi di conclusione indagini notificati questa mattina dai militari del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e dai Carabinieri per la Tutela dell’ambiente di Roma, nell’ambito di un’inchiesta, nome in codice “Passepartout”, diretta dal Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto Vito Valerio. Tra i reati contestati ci sono quelli di associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta e corruzione. Al centro dell’inchiesta due grandi opere pubbliche, la metropolitana leggera, il nuovo ospedale di Cosenza, il museo di Alarico e il treno della Sila. Ad essere interessato alla realizzazione delle opere una sorta di comitato d’affari con politici, imprenditori e professionisti. Nell’elenco degli indagati anche Luca Morrone, consigliere comunale di Cosenza e figlio del consigliere regionale Ennio Morrone, indagato per corruzione, e il commissario di Sorical Luigi Incarnato, ex assessore regionale ai Lavori pubblici.

    In particolare Oliverio e Adamo, secondo la Procura, sarebbero i promotori di un’associazione per delinquere finalizzata a “commettere una serie di delitti contro la Pubblica Amministrazione”. Oliverio sarebbe “il referente politico istituzionale degli associati, nonché degli amministratori pubblici e degli imprenditori in ordine agli sviluppi delle procedure di gara pubbliche bandite dalla Regione e di interesse dell’associazione, nonché alle vicende politiche ed istituzionali correlate alle stesse”, mentre Nicola Adamo sarebbe “consigliere di fatto e suggeritore delle principali strategie” di Oliverio. Adamo e Oliverio, insieme al dirigente del dipartimento Infrastrutture della Regione Luigi Giuseppe Zinno ed al direttore generale delle Ferrovie della Calabria, Giuseppe Lo Feudo, avrebbero favorito l’aggiudicazione dell’appalto per la realizzazione della metropolitana leggera di superficie tra Cosenza, Rende e l’Università della Calabria, in favore del raggruppamento di imprese costituito dalla Cmc (Cooperativa muratori e cementisti) e dalla Caf (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles) in avvalimento con la Francesco Ventura Costruzioni ferroviarie. Il rappresentante di quest’ultima società, Pietro Ventura, è a sua volta indagato in quanto ritenuto il “contraente privilegiato e beneficiario delle principali commesse in ambito ferroviario”.

    Le attività sono state condotte con intercettazioni telefoniche e ambientali, l’acquisizione di documentazione e l’esecuzione di consulenze tecnico-specialistiche di professionisti incaricati dal pm di valutare analiticamente le procedure di gara di appalti pubblici e di nomina di posizioni dirigenziali apicali. Gli accertamenti svolti hanno portato gli investigatori ad ipotizzare la sussistenza di un gruppo organizzato di soggetti che, nei rispettivi ruoli politici, amministrativi, istituzionali ed imprenditoriali, si muovono nell’interesse di orientare, in proprio favore, tutte le attività connesse alla realizzazione di opere pubbliche in ambito regionale ed all’individuazione illecita di persone da nominare in ruoli amministrativi strategici. Gli indagati, per l’accusa, si muovono nella direzione di individuare e determinare le scelte strategiche di interesse regionale, quindi, di mantenere il controllo sulle procedure di aggiudicazione delle opere e di favorire la realizzazione attraverso il coinvolgimento di imprese intranee o comunque sponsorizzate dagli indagati, nonché di indirizzare le nomine in ruoli amministrativi e/o istituzionali in capo a soggetti ritenuti favorevoli ai desiderata del gruppo.

    Si è ipotizzata da parte della Procura una diffusa e stratificata gestione illegittima della cosa pubblica regionale, in cui le decisioni di alta amministrazione (nella gestione degli appalti come nelle nomine dirigenziali) intervengono all’interno di un cerchio chiuso ed alimentato da favoritismi e facilitazioni in evidente pregiudizio degli interessi pubblici sottesi.

     

    GLI INDAGATI

    I destinatari dell’avviso di conclusione indagini sono Mario Oliverio, 66 anni, presidente della Regione Calabria; Nicola Adamo, 62 anni, ex consigliere regionale; Luigi Incarnato, 64 anni, commissario della Sorical, la società di gestione delle risorse idriche regionali; Mario Occhiuto, 55 anni, sindaco di Cosenza; Luca Morrone, 41 anni; Luigi Giuseppe Zinno, 65 anni; Giuseppe Lo Feudo, 64 anni; Pietro Ventura, 53 anni, Rocco Borgia, di 75 anni; Antonio Capristo di 60 anni; Giuseppe Trifirò, 58 anni; Tito Nulli Berti, 63 anni; Santo Marazzita, 56 anni; Pasquale Gidaro, 52 anni; Arturo Veltri, 37 anni; Giulio Marchi, 69 anni; Armando Latini, 65 anni; Giovanni Forciniti, 55 anni; Fortunato Varone, 42 anni; Eugenia Montilla, 56 anni.

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