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Inchiesta sugli appalti, le accuse a Occhiuto

Il sindaco di Cosenza avrebbe detto sì al progetto per la metro in cambio del finanziamento per il Museo di Alarico, a rischio per irregolarità  

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    di Antonio Capria

    Il sindaco di Cosenza e aspirante candidato governatore per Forza Italia, Mario Occhiuto, è accusato di corruzione, insieme ad Oliverio e a Zinno, nell’ambito dell’inchiesta “Passepartout” condotta dalla Procura di Catanzaro.

    Secondo l’accusa Occhiuto, “nella sua qualità di pubblico ufficiale, sindaco del Comune di Cosenza, per sottoscrivere l’accordo di programma per la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile attraverso opere strategiche e il collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria nonché per adottare ogni altro atto amministrativo di sua competenza per agevolare la realizzazione dello stesso progetto regionale, accettava, quale utilità indebita, la promessa avanzata, in concorso tra loro, dal presidente Mario Oliverio, per il tramite del dirigente regionale del Dipartimento Infrastrutture Luigi Zinno di ottenere, da parte della Regione Calabria, i finanziamenti e la copertura amministrativa per la realizzazione del ‘Museo di Alarico’ a Cosenza, oggetto di una gara illegittima indetta dal Comune di Cosenza nell’ambito del più ampio intervento di “riqualificazione della confluenza dei fiumi Crati e Busento e realizzazione del Museo Alarico”.

    La stipula postuma dell’accordo di programma, secondo gli inquirenti, sarebbe strettamente collegata all’istruttoria amministrativa propedeutica alla realizzazione del museo di Alarico da parte del comune di Cosenza. La gara sarebbe viziata sotto due profili: la mancanza del finanziamento che a causa di scelte amministrative errate era andato perduto (circa 3,7 milioni), l’indisponibilità delle aree su cui realizzare il progetto. Secondo l’accusa il sindaco avrebbe utilizzato l’assenza dell’accordo di programma per la realizzazione della metropolitana per ottenere il via libera per le opere di suo interesse. Il 16 giugno 2016, infatti, Occhiuto lancia una nota nella quale evidenzia l’illegittimità della gara per l’assenza del consenso del Comune e le gravi conseguenze che ne potrebbero derivare.

    La missiva è oggetto di commenti da parte di Zinno Oliverio e Lo Feudo. Oltre a preparare una risposta, gli interlocutori cominciano a porre la questione delle irregolarità (illegittimità) della gara relativa al museo di Alarico da utilizzare per sferrare la loro controffensiva. Infatti Zinno comincia ad interessarsi della gara relativa al museo. Nel settembre del 2016 interviene l’abboccamento con Occhiuto che incontra il presidente della Regione. Numerose sono le conversazioni sul punto, ma quella che attesterebbe l’intervenuto scambio (firma dell’accordo di programma ed appoggio della regione alla procedura di gara per il museo di Alarico) è la conversazione tra Oliverio e Zinno nella quale il secondo riferisce al governatore tutte le pretese del sindaco Occhiuto per firmare l’accordo di programma (che lui definisce la “lista della spesa”).

    Le trattative vanno a buon fine visto che in data 12 giugno 2017 viene sottoscritto l’accordo di programma per la realizzazione della metropolitana di Cosenza. In conclusione si realizza l’accordo. In particolare, secondo l’accusa, si tratterebbe di un percorso di mediazione “illecita” tra il sindaco e i rappresentanti del progetto metropolitano (Zinno ed Occhiuto). Da una parte Zinno ed Oliverio ottengono da parte del sindaco la firma dell’accordo di programma (necessario dopo l’intervenuta aggiudicazione dei lavori) superando le forti iniziali obiezioni del sindaco. Questi a sua volta ottiene la promessa di appoggio e copertura finanziaria/amministrativa della Regione per il progetto del museo di Alarico (lo stesso per il quale Zinno aveva evidenziato l’esistenza di palesi illegittimità). Secondo la procura si tratterebbe di atti contrari ai doveri d’ufficio da parte del sindaco di Cosenza, nella realizzazione di interessi confliggenti con quelli istituzionali.

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