Gutenberg 2019, anche Formella e Sidoti nell’intenso programma

Hanno presentato rispettivamente i libri La solitudine di Icaro e Stati d’animo COZZO: STRANIERI DI UNO STESSO PIANETA

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    In occasione della diciassettesima edizione del progetto Gutenberg, nel salone “Ameduri” del Liceo Classico “Pasquale Galluppi”, si è tenuta  la  conferenza con lo scrittore Zbigniew Formella, durante la quale sono state analizzate una serie di problematiche riguardanti la mentalità giovanile e riguardo l’approccio degli adolescenti ad un’età che richiede una maturazione progressiva, sotto molti punti di vista.

    Il libro che è stato presentato s’intitola “La solitudine di Icaro” ed è composto da diciassette capitoli, ognuno dei quali contiene un’analisi precisa e definita della psicologia giovanile, fornita da alcuni psicologi e specialisti in varie branche della psicologia. Tra i più citati ci sono Freud, Winnicott e Lacan.

    L’autore fornisce un ritratto di Icaro che si rivela essere un emblema della gioventù contemporanea: con una mentalità infantile ma, al contempo, con i tratti fisici propri di una persona adulta.

    Si è discusso dell’assenza di confini consistenti tra l’adolescenza e l’età adulta. Questo è principalmente dovuto ad una serie di fattori che riguardano la personalità dei giovani e ad alcune problematiche sociali.

    Si è sottolineata la necessità di regole, così come di speranze per i giovani. Risulta inoltre, necessario, riesumare i valori e le gerarchie, che, con il passare del tempo, sono andati perduti, data la tendenza dei genitori, di assumere un comportamento meno autoritario nei confronti dei figli.

    È stata analizzata, inoltre, la problematica principale che riguarda il mondo giovanile: in particolare l’uso spregiudicato della tecnologia arriva, nei casi critici, ad identificarsi in una totale perdita dei contatti con il mondo “reale” per dare spazio ai contatti con il mondo virtuale. Tutto ciò porta il giovane a considerare un follower quasi come un amico.

    Sono seguiti una serie di interventi, svolti da alcuni studenti ,che hanno spinto l’autore a dover analizzare e spiegare il processo di maturazione della mentalità.

    Sidoti:  con il professore Beniamino Sidoti, autore del libro “Stati d’animo”. I ragazzi della sezione A, guidati dalla professoressa Paola Ferragina, hanno realizzato un percorso attraverso cinque diverse emozioni, identificando ognuna di esse con un’isola e dei labirinti, e accostando ciascuna ad una cartolina. Apatia, hybris, nostalgia, pudore e simpatia sono state le protagoniste di questo viaggio.

    All’inizio dell’incontro Sidoti ha affermato che «quando si parla di emozioni si ha bisogno di un interlocutore. E’ più facile aprirsi quando non c’è rischio, per esempio davanti ad uno sconosciuto». Ha poi spiegato come la sua ispirazione per la creazione di diverse cartoline per ciascun sentimento sia nata dall’esigenza dell’uomo di interloquire sul proprio essere, perché unico modo per condividere e comprendere a pieno stati d’animo ed emozioni.

    Trattando l’apatia, insieme con i ragazzi, ha dichiarato quanto essa sia rischiosa poiché allontana l’uomo dall’ambiente greco e latino che lo ha spinto, fino ai giorni nostri, a saper rispettare i propri sentimenti che, se tralasciati, causano un incattivimento non indifferente nelle persone che li circondano.

    Di rilevante interesse è stato il riferimento, trattando il sentimento di hybris, alla giovanissima attivista Greta Thunberg, considerata dall’autore un esempio di un particolare tipo di superbia, quella dei figli che si ribellano ai padri ed anche al fenomeno dell’immigrazione, considerato al giorno d’oggi come un problema sociale causato dalla mancanza di empatia.

    Durante la conferenza l’autore ha inoltre espresso un giudizio positivo su una delle cartoline create dai ragazzi, dando esempio della sua interversatile capacità di ideare, in breve tempo, metafore e storie, talvolta con uno sfondo di ironia e simpatia sempre recuperando i grandi della letteratura italiana e riuscendo ad entrare facilmente nell’animo dei giovanissimi.

    Dopo aver discusso gli argomenti trattati nel suo lavoro, dei quali come egli stesso ha affermato l’ispirazione proviene da “Le città invisibili” di Italo Calvino, ma anche da una mappa francese risalente al seicento, il professore ha definito l’iniziativa “Gutenberg” come qualcosa di strettamente necessario al giorno d’oggi, capace di fare restare gli uomini umani nella nostra “pessima” società.

     

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