Fiction Duisburg, minacce alla produzione? Oliverio chiede di chiarire

Il presidente della Regione raccoglie e rilancia lo sdegno di molti calabresi per il prodotto di Rai 1 intriso di molte inesattezze e girato in Puglia

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    La protesta era iniziata già ieri sera attraverso tutti i canali social a disposizione, alla fine della messa in onda della fiction che si proponeva di ricostruire la vicenda della strage di Duisburg.  I primi commenti ovviamente sono stati sulla recitazione dei protagonisti. Dubbia, senza alcuna preparazione, con contenuti approssimativi almeno sui luoghi e sulle abitudini. A quelli più attenti non era sfuggito ovviamente il contesto, diversissimo da quello Calabrese proprio perchè la fiction è stata girata in Puglia, con tanto di mezzo pubblico griffato dalla Regione salentina. Un prodotto di dubbio valore sia didattico, sia divulgativo e ancor meno artistico.  Dopo di che in mattinata il dibattito è sìdiventato politico con la dura presa di posizione del presidente della Regione Mario Oliverio che ha scritto all’amministratore delegato della Rai.

    Le parole di Oliverio: Grave e vergognoso che il servizio pubblico abbia offeso la dignità dei calabresi

    “Altro che servizio pubblico! Avete inflitto una pena ulteriore alla gente di Calabria, che conosce bene il peso della ‘ndrangheta e ad esso con orgoglio e laboriosità oppone la forza della sua umanità. 
    Avete ancora una volta contribuito a proiettare una immagine sommaria e inaccettabile, perché non rispondente alla realtà, della Calabria e dei calabresi. 
    È grave, prima ancora che vergognoso, che il servizio pubblico possa prestarsi ad offendere la dignità di una intera regione impegnata a costruire faticosamente il proprio futuro, con le sue energie migliori, per riscattarsi in primo luogo dalle ferite provocate da ristretti gruppi criminali che non sono la Calabria, ma che operano, come tutte le mafie, a livello internazionale: Duisburg docet”.

    Minacce alla produzione? Si dica come, chi e quando e se è stata presentata denuncia

    Ed è poi in un punto preciso che il presidente Oliverio lancia il suo affondo contro il servizio pubblico che, in quanto tale, ha l’obbligo di non alimentare sospetti ma di agire nella massima trasparenza

    ” Sono venuto a conoscenza, inoltre, del fatto che sia stata scelta per le riprese la Puglia, e non la Calabria, per via di non meglio specificate minacce subite dalla produzione. È possibile chiarire questa circostanza?  È stata presentata denuncia agli organi competenti perché venga fatta luce? Al momento registro solo le smentite degli attori del film. 
    Attendiamo riscontri formali, perché non vogliamo cedere alla tentazione – pur forte – di considerare il tutto solo una incomprensibile scusa, accampata all’occorrenza per non dare troppe spiegazioni sul perché – invece – non ci si è voluti calare nella realtà calabrese, per raccontarla con tutti i crismi della verità. Crismi che pure avete a vostra disposizione, dal momento che da anni giace nelle vostre stanze la fiction tv sulla straordinaria storia di accoglienza, solidarietà ed emancipazione di Riace”. 
    g.z.

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