‘U Ciaciu e l’ultimo morzello insieme nel ricordo di Nuccio Loreti foto

Davanti alla sua opera più imponente, il cavallo “Petrus”, il maestro esclamò rivolgendosi all’artista più giovane: “Ti meriti una medaglia d'oro”

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    di Domenico Iozzo

    Prima ancora che artistico, il rapporto che li ha legati per tanti anni è stato di profonda amicizia e  grande empatia. I percorsi di Saverio Rotundo – ‘U Ciaciu – e Nuccio Loreti hanno avuto numerosi punti in comune nella considerazione dell’arte non solo come forma espressiva, ma soprattutto come strumento per ridare vita ad oggetti altrimenti destinati all’abbandono. All’indomani della scomparsa di mastro Saverio, l’artista che a Catanzaro ha seguito le sue orme ha voluto così condividere le emozioni che hanno scandito gli ultimi momenti trascorsi insieme. “Amava molto stare in compagnia – racconta Loreti – e per questo spesso mi aspettava davanti alla sua bottega. Era quasi un padre per me, ogni volta che mi vedeva gli si accendevano gli occhi, tra di noi c’era un rapporto speciale”.  Tante volte ‘U Ciaciu si recava nel piccolo opificio adibito a bottega, a Gagliano, in cui Loreti si dedica alla lavorazione del metallo. Davanti alla sua opera più imponente, il cavallo “Petrus”, il maestro esclamò rivolgendosi all’artista più giovane: “Ti meriti una medaglia d’oro”. In quel laboratorio, tanto simile al suo di fronte al San Giovanni, ‘U Ciaciu era solito guardare e toccare da vicino le opere del “collega”. E’ successo anche per il busto che ritrae mastro Saverio posizionato nel bar ristrutturato di recente accanto al Cavatore.  “Sembrava che percepisse qualcosa dietro i miei lavori – continua Loreti – ho sempre apprezzato il modo in cui intendeva l’arte. Anche se per molti i suoi pezzi erano solo cose strane, in realtà vedeva quello che gran parte della gente non riusciva a scorgere”. E allora, i ricordi si proiettano verso un momento come tanti, un pranzo di sabato che sarebbe stato l’ultimo trascorso insieme due giorni prima della rovinosa caduta che ha colpito ‘U Ciaciu: “Insieme all’amico fotografo Pino Simone eravamo andati a mangiare il morzello da Talarico. E’ stata anche l’occasione per scattare quella che probabilmente è una delle sue ultime foto, seduto davanti al Cavatore. Una cosa mi è rimasta impressa. Quando mi ha salutato col suo nome, all’inizio non ho compreso, poi ho capito che forse in me rivedeva se stesso. Ora sarebbe bello che davanti alla sua bottega possa essere installato qualche monumento, così da colmare il vuoto che la sua scomparsa ha lasciato”.  

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