Analisi del voto con Fabio Talarico: coalizione al Comune resta solida

Il consigliere comunale: nessuno però si può rallegrare per il successo della Lega 

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    di Alessia Burdino

    Analizzati i dati, completate le operazioni di scrutinio anche nei comuni è ora il tempo dei bilanci. Il dato venuto dalle urne merita di essere approfondito, esaminato. Considerando, anche, che il prossimo appuntamento elettorale a cui saranno chiamati gli elettori calabresi è, decisamente, molto importante. Con Fabio Talarico, consigliere comunale di centrodestra, abbiamo cercato di approfondire alcuni aspetti del voto di domenica.

    Qual è il suo bilancio del voto di domenica 26 maggio?

    Credo che il voto delle Europee non sia da sottovalutare: bisogna analizzare in maniera seria e approfondita i segnali lanciati dal risultato delle urne. Il dato della Lega, per esempio, non può essere solo letto in termini semplicistici come voto di protesta, che al contrario avrebbe ragion d’essere limitate visto che si tratta comunque di un partito di governo. È anche così, ma non è solo così. Probabilmente è l’indice dei bisogni della gente che ha votato Lega da un lato, ma pure di qualcosa “di pancia” dall’altro. E questo bisogna che la politica lo capisca pur tenendo in considerazione la percentuale di astenuti. Le Europee sono sempre qualcosa a sé rispetto alle altre chiamate alle urne.

    Che riflessi avrà su Catanzaro e sulla regione?

    All’interno della nostra coalizione di centrodestra mi pare si stiano creando i classici movimenti pre-elettorali, ma non penso che l’attività amministrativa subirà variazioni, né che l’assetto in Comune cristallizzato con le Provinciali verrà modificato. Anzi, la composizione della coalizione che sostiene e supporta Sergio Abramo a Palazzo De Nobili non mi sembra minimamente in discussione. Non penso, comunque, che nessuno possa cantar vittoria: il voto ha premiato Lega, Fratelli d’Italia e in misura minore i Cinquestelle, ma se vogliamo dirla tutta la vera vincitrice della tornata elettorale di domenica scorsa è stata la delusione.

    Occhiuto, Abramo, Ferro, Mangialavori: il centrodestra ora da chi riparte in vista delle Regionali?

    Le Europee insegnano che non si può prescindere da un centrodestra unito per proporre un progetto credibile. I nomi fatti sono tutti di primo livello, ottimi politici e amministratori. Nelle ultime tornate elettorali Mangialavori si è dimostrato fuoriclasse delle preferenze. L’onorevole Ferro meriterebbe l’occasione per giocarsi una partita che doveva vincere anche 5 anni fa. Abramo e Occhiuto sono due grandi sindaci e rappresentano le migliori esperienze amministrative negli Enti locali di questa Regione. Ognuno di questi potrebbe essere un’ottima proposta in termini di credibilità, sia politica che amministrativa, ma ritengo pure che non ci si fermi solo a questi quattro nomi. Le possibilità di scelta, per competenza e professionalità, per fortuna sono parecchie. L’unità della coalizione è fondamentale: questa capacità di superare le divisioni e raggiungere proposte unitarie è sempre stato il tratto fondante del centrodestra calabrese: anche stavolta sarà così. 

     

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