Al Comunale ‘l’Isola delle parole’, con un pensiero al Ciacio

Lo spettacolo di martedì scorso diretto da Salvatore Emilio Corea con una dedica particolare all'artista scomparso ha dato il via al Festival teatro dei bambini

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    È andato in scena martedì sera al Teatro Comunale lo spettacolo L’isola delle parole, diretto da Salvatore Emilio Corea su testo originale di Franco Corapi. È stato un allestimento imponente, con una trentina di giovanissimi e talentuosi allievi della Scuola di Teatro “Enzo Corea” diretta da Salvatore Emilio Corea e Claudia Olivadese (e persino due “vere” insegnanti di scuola) sul palcoscenico, ed anche un’occasione per celebrare anniversari significativi – il 33° compleanno di EDIZIONE STRAORDINARIA, la più longeva tra le istituzioni culturali della città, e l’avvio della XIV Edizione del “festival del Teatro dai bambini” che si svolgerà nel mese di giugno presso il Centro Polivalente per i Giovani. Non si può non sottolineare inoltre l’omaggio di tutto lo staff all’artista di livello internazionale Saverio Rotundo – detto u Ciaciu – recentemente scomparso: alla sua memoria è stato dedicato lo spettacolo. Come spesso succede al regista Corea, quello che in teoria sarebbe un saggio di fine anno diventa in pratica una produzione teatrale impegnativa e rigorosamente curata nei minimi dettagli, a partire dal tema di estrema attualità: le parole. Un’ambientazione visionaria e allegorica ci introduce in un mondo sul quale si abbatte una strana catastrofe: nessuno riesce più ad esprimersi correttamente, le parole si storpiano e si deformano al punto che la comunicazione verbale diventa impossibile.

    Una classe di bambini salverà il pianeta in preda alla confusione babelica dopo un viaggio avventuroso che li porterà in una magica Isola dove le parole sono esseri viventi, e come tali vivono, si ammalano e in assenza di cure muoiono. Capita così di vedere i piccoli interpreti nell’insolito ruolo delle particelle pronominali, o dei verbi; un mercatino dove si acquistano aggettivi o avverbi; un ospedale dove ci si prende cura degli apostrofi o dei lemmi antichi, addirittura un Codice Rosso che irrompe in seguito al comizio elettorale di un uomo politico capace di provocare una strage di congiuntivi… Sostenuto come sempre da una colonna sonora ricca ed appropriata e da scelte di regia evocative e fantasiose lo spettacolo scorre con naturalezza e ritmo verso un finale edificante nel quale una classe di scolari insegna ai grandi l’importanza delle parole, dell’ortografia, della grammatica, della sintassi in un tempo in cui il linguaggio diventa sempre più povero e negletto. Grande partecipazione e grandi applausi dalla platea per i giovanissimi allievi attori: Alessandro Muleo, Aurora Mingrone, Francesca Moroni, Francesca Tassone, Giorgia Mirante, Karola De Tommaso, Laura Zinni, Maria Alma De Gregorio, Vittoria Fiorentino nei panni dei nove bambini della scuola, assieme alle maestre Antonella Perri e Deborah Casaburi; Benedetta Nisticò e Ilaria Ranieri – le sorelle magiche; Alessia Ranieri, Alessandra Costantino, Azzurra Palmisani – i dottori delle parole; Chiara Tallini, Valentina Mazzei, Vittorio Andreucci – le parole antiche; Dafne Corea, Maria Letizi, Serena Palmisani – le parole ammalate; Marta Fasolino, Marta Gareri, Matilde Abronzino – i venditori di parole; Laura Santise e Oceania Silipo – le figure retoriche; Chiara Mirante, Francesco Sia, Giorgia Tucci, Giovanni Bonacci – le particelle pronominali. L’aiuto regia e la cura dei costumi è stata affidata a Mia Carmen Talarico.

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